L’aria migliora, ma non abbastanza. È la fotografia della Lombardia che emerge dal rapporto Mal’Aria 2026, il dossier annuale di Legambiente sull’inquinamento atmosferico, diffuso nella giornata di domenica 9 febbraio. La regione resta lontana dai nuovi limiti europei da raggiungere entro il 2030, anche se Como si posiziona tra le province meno critiche per le polveri sottili e dovrà ridurre le concentrazioni di Pm10 soltanto del 9%, la percentuale più bassa dopo Sondrio. Il capoluogo lariano risulta invece secondo soltanto a Milano per il biossido di azoto, l’inquinante legato al traffico veicolare, e dovrà abbattere le emissioni del 33% nei prossimi cinque anni. In coda alla classifica regionale troviamo Cremona, Lodi e Pavia, le province della bassa padana che dovranno compiere lo sforzo maggiore per rispettare i parametri comunitari.
Il rapporto arriva nei giorni in cui la Commissione europea ha avviato una nuova procedura di infrazione contro l’Italia per il mancato rispetto degli impegni sulla qualità dell’aria. Il nostro paese è l’unico in Europa colpito dal provvedimento, che si aggiunge alle condanne già ricevute dalla Corte di giustizia dell’Unione europea nel 2020 e nel 2022 per i superamenti dei limiti di polveri sottili e biossido di azoto.
“Il peso delle infrazioni è gravoso per l’Italia, ma lo è ancora di più per i cittadini padani, che pagano in salute” ha dichiarato Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia






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