Visite, esami, interventi: in Lombardia ci si cura sempre più spesso a pagamento. È quanto emerge da un’indagine commissionata dal portale Facile.it. Stando ai dati, nel 2025 quasi otto lombardi su dieci si sono rivolti almeno una volta alla sanità privata. A spingerli verso questa scelta sono i tempi di attesa del sistema pubblico, giudicati troppo lunghi, e il fenomeno delle cosiddette liste chiuse: in tre casi su quattro i pazienti non sono riusciti nemmeno a fissare un appuntamento per mancanza di disponibilità.
Curarsi nel privato, però, pesa sul portafoglio. In media ogni prestazione in Lombardia è costata 365 euro, una cifra che incide sui bilanci delle famiglie. E chi non riesce a sostenere la spesa è costretto a fare un passo indietro: oltre due milioni di lombardi nel 2025 hanno dovuto rinunciare a visite o esami per ragioni economiche o per l’impossibilità di accedere al servizio pubblico in tempi ragionevoli.
Sul fronte dei finanziamenti i numeri parlano chiaro. Quasi 190mila pazienti in regione hanno chiesto un prestito per potersi curare, rivolgendosi a società specializzate oppure ad amici e parenti. A firmare sono soprattutto persone attorno ai cinquant’anni, un’età più alta rispetto a chi chiede prestiti per altre ragioni, e nel 46% dei casi si tratta di donne. L’importo medio richiesto sfiora i 6mila euro, da restituire in rate mensili di poco più di 130 euro nell’arco di circa quattro anni.






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