Parola alle difese oggi e aggiornamento al 19 febbraio per la sentenza nel processo con giudizio abbreviato ai sette operatori sanitari accusati di maltrattamenti sugli anziani ospiti della casa di riposo Sacro Cuore di Dizzasco. Il caso era esploso un anno fa, con l’arresto dei dipendenti ora imputati in tribunale a Como.
Nell’udienza davanti al giudice Maria Elisabetta De Benedetto, oggi è stato il turno delle difese dei sette imputati. L’accusa, con il pubblico ministero Alessandra Bellù ha chiesto condanne dai 2 anni e 6 mesi ai 6 anni di reclusione per gli operatori a processo. I difensori non hanno chiesto l’assoluzione e non hanno provato a giustificare gli episodi contestati. In linea generale, hanno evidenziato una situazione di forte stress per gli operatori che avrebbe portato ai comportamenti ricostruiti dai carabinieri e sfociati nelle accuse di maltrattamento. Tra le situazioni segnalate, alcune difese hanno anche evidenziato che gli operatori socio sanitari sarebbero stati chiamati a svolgere mansioni infermieristiche per le quali non erano preparati.
“Non c’è stata alcuna giustificazione dei comportamenti contestati né richiesta di assoluzione – conferma uno dei difensori, Davide Giudici – Le pene richieste però sono state giudicate eccessive rispetto al contesto e al reato e la richiesta è un ridimensionamento”.
In aula anche le parti civili, i familiari di quattro degli ospiti che avrebbero subito i maltrattamenti e il sindacato pensionati della Cgil di Como e della Lombardia. Alcune delle difese hanno ribadito la richiesta di esclusione delle organizzazioni sindacali. La riserva sarà sciolta nella prossima udienza, prima della camera di consiglio per emettere la sentenza.
“Le difese hanno in linea generale sottolineato lo stato di stress degli operatori e hanno attribuito questo alla struttura – dice uno dei difensori delle parti civili, Massimiliano Galli – Non entro nel merito della situazione contingente ma non si può spostare l’attenzione sulle condizioni lavorative quando parliamo di singoli operatori che hanno commesso maltrattamenti durante il loro servizio”.
I carabinieri della compagnia di Menaggio, con i colleghi del nucleo investigativo del comando provinciale di Como avevano eseguito le misure cautelari dopo sei mesi di indagini. Agli operatori, cinque donne e due uomini, sono contestati episodi di continue percosse, ingiurie e violenze verbali e fisiche agli ospiti della casa di riposo. Le indagini hanno permesso di raccogliere testimonianze video e intercettazioni audio e video che documenterebbero l’esistenza di violenze sistematiche.






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