I feriti del rogo di Crans-Montana in cura a Milano sono fuori pericolo di vita. Migliorano anche le condizioni del 15enne comasco ricoverato al Policlinico, che a breve dovrebbe lasciare la rianimazione. È il bilancio tracciato dall’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso.
Strage di Crans-Montana, fuori dalla terapia intensiva i feriti del Niguarda. Migliora anche il comasco ricoverato al Policlinico
I feriti nel rogo di Capodanno in Svizzera, ora ricoverati nel capoluogo lombardo, sono tutti “fuori imminente pericolo di vita, ma la prognosi non è ancora stata sciolta per prudenza“, precisa Bertolaso. Il 15enne comasco ricoverato al Policlinico di Milano “è in uscita” dalla terapia intensiva, aggiunge l’assessore regionale, e “in questa settimana torna al Centro ustioni del Niguarda, anche perché sta migliorando sensibilmente”. Il giovane comasco, lo ricordiamo, non è tra quelli con una maggior superficie corporea ustionata, ma era stato trasferito nell’altra struttura milanese per una grave insufficienza respiratoria, che ha reso necessario per alcuni giorni un supporto extracorporeo per ossigenare il sangue, il cosiddetto Ecmo.
All’ospedale Niguarda i sette ragazzi feriti ancora ricoverati hanno lasciato la terapia intensiva e sono stati traferiti nel reparto grandi ustioni. È questo il quadro delineato dall’assessore a margine della seduta del consiglio regionale.
Il bilancio dell’assessore Bertolaso
Ieri, inoltre, è stata dimessa dall’ospedale milanese la 55enne italo-svizzera. La donna, fa sapere Bertolaso, è tornata a casa, a Ginevra, ma “ha detto che verrà a Milano per fare tutte le medicazioni. Un segnale di gratitudine e rispetto verso i servizi che le abbiamo garantito”, commenta ancora l’assessore regionale. Lo stesso vale per la 29enne di Rimini, già tornata in Emilia-Romagna, ma che intende “venire a Milano a fare dei controlli periodici”, spiega Bertolaso, che poi aggiunge: “Un terzo dei pazienti che avevamo ricoverato nei primi giorni di gennaio sono stati dimessi”.
La strada, va detto, per molti è ancora in salita, servirà tempo e – come sottolineato da Bertolaso – serve prudenza. Finora sono stati fatti importanti passi in avanti e all’auspicio di Regione Lombardia, che da subito si è impegnata nella cura di questi ragazzi e a sostegno delle loro famiglie, si aggiunge la speranza di un Paese intero.






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