“Ogni sofferenza merita ascolto, ricordo, rispetto e memoria. Ed essere qui oggi non è solo riaprire una ferita, ma fare in modo che non accada più. E per questo non dobbiamo lasciare che l’intolleranza possa ancora avere la meglio. Restituiamo dignità a quelle vittime e a quei dolori perché il rispetto della dignità umana è un principio fondamentale”.
Il prefetto di Como Corrado Conforto Galli ha sottolineato il senso e il valore del Giorno del ricordo, in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale. La cerimonia si è tenuta ad Albate, ai Giardini intitolati ai “Martiri italiani delle Foibe Istriane”. La commemorazione è stata organizzata dal Comune di Como in collaborazione con il comitato di Como dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, con il presidente Luigi Perini. Presenti gli studenti delle scuole di Albate e dell’Istituto Santa Chiara.
“Il valore di essere qui oggi è impedire che possa succedere nuovamente quanto accaduto in passato – ha spiegato il sindaco Alessandro Rapinese – Il benessere e la prosperità di oggi non sono la garanzia che non accada più, dipende solo da noi”.
Il prefetto ha consegnato una pergamena ai familiari di Ettore Broggi, nato a Solbiate nel 1924, marinaio fucilato con 27 commilitoni dai titini in Dalmazia nel 1945, insignito della medaglia commemorativa del presidente della Repubblica.
La celebrazione si è spostata poi in questura. La polizia di Stato ha commemorato l’anniversario della morte di Giovanni Palatucci, questore reggente di Fiume, che con il suo operato, nel 1944, ha salvato dalla deportazione migliaia di ebrei perseguitati. Accusato di cospirazione e arrestato dalla polizia segreta tedesca, è morto nel campo di Dachau il 10 febbraio 1945. Il questore Filippo Ferri lo ha ricordato come “esempio di solidarietà e altruismo”. “Ricordiamo Palatucci e gli esuli perseguitati per l’unica colpa di essere italiani – ha detto il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni – Ricordiamo per non vanificare il sacrificio di queste persone e ricordiamo tutti gli uomini e le donne che hanno perso la vita servendo la patria”.






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