Migrante suicida nel Cpr di Torino, una condanna

Ai familiari provvisionali per oltre 350mila euro

Il 23 maggio 2021 un giovane immigrato dalla Guinea, Moussa Balde, si tolse la vita impiccandosi all’interno del Cpr di Torino dove era stato portato. Oggi, per la sua morte, il tribunale del capoluogo piemontese ha condannato a un anno di reclusione (con la condizionale) Annalisa Spataro, all’epoca direttrice del centro per conto di Gepsa, la società di gestione. È stato assolto invece Fulvio Pitanti, responsabile sanitario della struttura. Per l’accusa le condizioni di vulnerabilità psichica di Balde non furono valutate correttamente. I familiari del giovane, costituiti parte civile con l’avvocato Gianluca Vitale, hanno ottenuto provvisionali per oltre 350mila euro complessivi, che per effetto della sentenza dovranno versare, in solido fra loro, Spataro e Gepsa. (ANSA).

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