(ANSA) – ALESSANDRIA, 12 FEB – Spunterebbe una possibile ipotesi di favoreggiamento, per un depistaggio delle indagini, a carico di due amici di Alex Manna, il diciannovenne in carcere per l’omicidio di Zoe Trinchero, trovata morta a 17 anni in un canale nel centro di Nizza Monferrato (Asti), nella notte tra il 6 e il 7 febbraio scorsi. Lo conferma l’avvocata Patrizia Gambino, che assiste Manna: secondo la legale le dichiarazioni rese dai due sono state giudicate dal gip Aldo Tirone inverosimili rispetto a quelle di un testimone che abita, con la famiglia, in un alloggio vicino al rio Nizza, dove è stato trovato il corpo di Zoe. "In tutto questo nuovo quadro va, però, detto – precisa Gambino – che Alex, a oggi, non ha mai accusato né coinvolto alcuno. Sono esclusivamente valutazioni del giudice sulla base degli atti, delle discrepanze nelle dichiarazioni". "Occorre aspettare – precisa l’avvocata – la chiusura delle indagini, per capire davvero che cosa possa essere successo, anche attraverso quanto ripreso dalle telecamere". Gambino ha fatto richiesta perché i genitori possano andare in carcere a trovare il figlio. "Alex è molto scosso e provato. Si rende conto, ma non completamente, di quanto successo". Nel frattempo condurranno proprie indagini anche gli avvocati Fabrizio Ventimiglia e Marco Giannone (foro di Milano), rappresentanti di fiducia di Maria Angela Auddino e Fabio Trinchero, mamma e papà di Zoe. Da quanto già inizialmente appurato, tra la ragazza e Alex Manna – il 19enne in carcere da sabato – non risulterebbe esserci stata alcuna storia in precedenza. "Zoe parlava molto con la mamma – spiega Giannone – lo avrebbe saputo". Per i legali di parte civile il ‘no’ a una relazione tra i due adolescenti potrebbe essere fondato come motivo alla base di quanto accaduto quella notte. (ANSA).






