Donare un farmaco a chi ne ha bisogno: per anziani, centri per malati, persone in difficoltà economiche o con dipendenze, persone senza fissa dimora, donne vittime di violenza e minori allontanati dalle loro famiglie. Sono loro i destinatari delle Giornate di raccolta del farmaco 2026, un’iniziativa promossa dal Banco farmaceutico che anche quest’anno ha trovato ampio riscontro tra Como e provincia. 43 le realtà benefiche del terzo settore attivi nel Comasco, 91 le farmacie aderenti. Aumentano gli assistiti, perché cresce – purtroppo – la povertà sanitaria. A fare il punto è Massimo Galli, responsabile del banco farmaceutico di Como.
Giornate di raccolta del farmaco 2026, povertà sanitaria in aumento
C’è tempo fino a lunedì 16 febbraio, sabato la giornata clou. Un’iniziativa preziosa, per aiutare sempre più persone in difficoltà. Servono soprattutto farmaci per l’influenza, antipiretici, antinfiammatori, antidolorifici e farmaci per i disturbi gastrointestinali, soltanto per citarne alcuni. Il costo dei farmaci sale e per alcuni curarsi passa in secondo piano anziché essere una priorità. Uno spaccato economico difficile, a cui si aggiunge un disagio sociale e psicologico non di poco conto.
Numeri impressionanti, con l’8,5% della popolazione italiana che vive sotto la soglia della povertà assoluta, cioè più di 5 milioni di persone. Le farmacie aderenti alla campagna di solidarietà, a Como e nel resto della provincia, sono ben riconoscibili, perché il manifesto del banco farmaceutico è ben esposto in vetrina, ma è sufficiente cercare la farmacia più vicina sul sito bancofarmaceutico.org. “Perché nessuno debba più scegliere se mangiare o curarsi”.
“Banco farmaceutico è nato a Milano 26 anni fa”, ricorda Galli. E negli anni la situazione è purtroppo peggiorata. “La povertà assoluta è purtroppo in aumento in Italia e lo stesso vale per la povertà sanitaria, cioè l’impossibilità o la difficoltà grave di molte famiglie di potersi curare oltre che mangiare”, sottolinea ancora il responsabile del banco farmaceutico di Como. “La provincia di Como è fortunatamente tra le più ricche in Italia, ma questo non esclude che vi siano anche qui persone assolutamente poco fortunate, che hanno avuto nella vita episodi che le hanno portate sotto la soglia di povertà. Persone che devono scegliere se mangiare o curarsi. E normalmente mangiare diventa la priorità, anche se curarsi è altrettanto fondamentale”.





