Il Tesoro di Como – cioè le monete d’oro di epoca romana trovate nel 2018 sotto l’ex teatro Cressoni di via Diaz, durante i lavori di scavo – è stato consegnato ma la Soprintendenza chiede al Comune un’ulteriore miglioria per quanto riguarda l’apparato illuminotecnico della cosiddetta vetrina “dell’albero genealogico” che, “per dimensioni e collocazione dei reperti ha evidenziato – si legge nella nota firmata dall’architetto Maria Mimmo – una non perfetta condizione di visibilità non prevedibile nelle precedenti fasi di progettazione ed esecuzione”. E’ quanto emerso dopo il sopralluogo del 5 ottobre scorso che ha fatto seguito alle precedenti ricognizioni dell’8 giugno e del 3 settembre “quando si è provveduto alla consegna definitiva del Tesoro” si legge ancora. La modifica richiede l’ulteriore potenziamento di due apparecchi led – con relativa posa specialistica – per potenziare e uniformare l’illuminazione della bacheca per un importo lordo di quasi 4.200 euro. Il conto economico ammonta a 512mila euro tra lavori di allestimento museale permanente, progetto, servizi necessari, oneri e adeguamenti normativi.
Resta da capire se e quanto si allungheranno i tempi per l’esposizione allestita nell’ex Chiesa delle Orfanelle all’interno del Museo Giovio di Como attesa già per lo scorso Natale, poi slittata alla primavera e ancora oggi senza una data per l’inaugurazione.


