Falsi certificati di morte e mazzette, prime scarcerazioni

(ANSA) – NAPOLI, 27 MAR – Prime scarcerazioni nell’ambito dell’indagine sui certificati di morte firmati dai medici senza fare accertamenti e analisi che a Napoli, lo scorso 11 marzo, ha portato all’arresto di 69 persone, tra cui i titolari delle più importanti pompe funebri della città. Ieri il giudice Fabio Provvisier ha disposto gli arresti per il titolare di una notissima impresa funebre napoletana (quasi tutte quelle coinvolte nell’inchiesta) assistito dagli avvocati Matteo De Luca e Anna Catapano. Secondo quanto si apprende a motivare la decisione di attenuare la misura cautelare sarebbe l’inutilizzabilità delle immagini registrate dalle telecamere che non erano state originariamente autorizzate dal gip il quale aveva anche rigettato le richieste di intercettazioni ambientali e, soprattutto, il mancato nuovo interrogatorio preventivo previsto dalla riforma Nordio. Il giudice ha disposto gli arresti domiciliari al posto del carcere ritenendo sussistente il pericolo dell’inquinamento probatorio sul quale è già stato annunciato un ricorso in Cassazione da parte degli avvocati De Luca e Catapano. (ANSA).

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