Raccolta dei rifiuti a Como. C’è la conferma la Tari vedrà un aumento nel 2025. Il piano economico-finanziario per la gestione del servizio è approdato lunedì sera in consiglio comunale per l’approvazione, e a poca distanza la giunta ha aggiornato le tariffe. Il primo dato arrivato la scorsa settimana è che l’aggiornamento del piano ha registrato un milione e 400mila euro in più. Facendo passare il costo totale per la raccolta differenziata da 14, 8 milioni a poco più di 16 milioni e 200mila euro.
Il sindaco di Como, Alessandro Rapinese, ribadisce che non si tratta di una scelta politica ma della mera applicazione di un calcolo tecnico fatto da Arera, l’autorità di regolazione per energia reti e ambiente, che segue l’andamento Istat degli ultimi due anni.
In sostanza – dicono da Palazzo Cernezzi – si tratta di costi extra dovuti all’incremento inflazionistico di una serie di voci.
Il comune ripartirà i costi da coprire attraverso le tariffe sia sulle utenze domestiche e che su quelle non domestiche, queste ultime sono quelle che vedranno i rincari maggiori. Rimanendo alle abitazioni l’importato dovrebbe variare – rispetto al 2024 – dai 10 ai 20 euro circa in base al numero di componenti del nucleo familiare.
Incassi record per la tassa di soggiorno
Da una tassa all’altra. Ma in questo caso si parla di chi a Como viene in visita. L’aumento della tassa di soggiorno nel 2024 unito al boom turistico hanno portato il capoluogo al primo posto tra le località di lago per gli incassi. Con 4,1 milioni e un significativo +88% rispetto all’anno precedente, la città è sul podio. Al secondo posto si colloca Peschiera del Garda e al terzo Lazise. I dati diffusi
A confermare i dati è ancora il sindaco che spiega come questi siano stati generati dall’incremento delle tariffe unito alla crescita dei turisti. “Tutti vogliono venire a visitare la città” aggiunge chiarendo come l’incasso copra “a malapena gli oneri che l’amministrazione subisce”. “La gestione di una simile ondata di visitatori ha naturalmente un costo” chiude Rapinese.
Una volta c’era la benedetta “scala mobile” (che non era quella che si trovava alla Standa di via Boldoni), e che ci consentiva di compensare, almeno in parte, anche questi costi. Saranno pure dei piccoli incrementi di spesa, ma per chi ha degli stipendi da fame, sommati ad altri incrementi “giustificati”, incidono eccome! Sarebbe anche ora di farla finita di giustificare sempre le pretese dell’esattore di turno, e cominciare a rivedere seriamente tutto il meccanismo del dare ed avere nei riguardi del cittadino. Prima o poi il filo, quando si tira troppo, si spezza!!