“Un’uscita del tutto inadeguata e imbarazzante”. “Un atteggiamento grave e inaccettabile, indegno dell’istituzione che rappresenta”. Nuove prese di posizione della Uil e di Fratelli d’Italia contro le parole del sindaco di Como Alessandro Rapinese, che ha fatto riferimento alla situazione di sovraffollamento al pronto soccorso e ha parlato di “malati come bestie nei corridoi del Sant’Anna”, invitando l’opposizione ad occuparsi di queste emergenze piuttosto che della battaglia per salvare i ciliegi.
Parole che hanno portato ad una risposta netta e forte della stessa Asst Lariana: “Toni offensivi e inadeguati” le parole usate dai vertici dell’azienda ospedaliera, che ha di fatto aperto uno scontro istituzionale con il Comune.
Nelle scorse ore è intervenuta la Uil del Lario e Brianza, con il segretario generale Massimo Coppia. “Esprimiamo la nostra totale solidarietà e vicinanza al personale sanitario e medico della ASST Lariana, che con grande sacrificio e professionalità affronta ogni giorno condizioni difficilissime, garantendo un servizio pubblico essenziale per tutti – sottolinea il sindacalista- Queste dichiarazioni mostrano ancora una volta uno spirito di scontro politico che non ha nulla a che fare con il rispetto per i lavoratori e per la realtà della sanità”.
“Ricordiamo che il sindaco, per legge, è il primo responsabile della salute pubblica del proprio territorio – conclude Massimo Coppia – Le parole pesano, soprattutto quando arrivano da chi dovrebbe tutelare e sostenere, non denigrare. Ci permettiamo di dire: che vergogna. A chi non conosce il valore dell’assistenza pubblica, consigliamo il silenzio. Noi invece continueremo a difendere il lavoro, la dignità e la sanità pubblica”.
Duri Stefano Molinari e Alessandro Nardone, presidente provinciale e coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia. “L’atteggiamento del sindaco è grave e inaccettabile – dicono- Non è una questione di parole, ma di metodo. Utilizzare malati, anziani, famiglie costrette anche durante le festività a rivolgersi all’ospedale, così come medici, infermieri e personale sanitario, come espediente comunicativo per una polemica che nulla ha a che vedere con la sanità, è un comportamento che supera ogni limite. “Colpisce il richiamo agli anziani usati oggi come argomento retorico da chi li ha penalizzati chiudendo il centro anziani e lasciandoli senza alternative – aggiungono – Si tratta di un atteggiamento che offende chi soffre e chi ogni giorno garantisce un servizio essenziale alla comunità”.
“Qui il problema non è la polemica politica, ma il rispetto dovuto alla città – concludo Molinari e Nardone – Perché in questa vicenda vengono sviliti sia i cittadini più fragili e il personale sanitario sia il Comune”.





