Tre arresti, due in carcere e uno ai domiciliari, per bancarotta fraudolenta. L’indagine, condotta dalla guardia di finanza di Como, è partita dal fallimento, nel 2022, di una società comasca di telefonia e dall’accertamento di un’evasione dell’Iva per 800mila euro contestata all’amministratore della società poi fallita. Con la complicità della compagna, l’amministratore avrebbe causato il fallimento della società, anche tramite la costituzione di altre aziende negli Stati Uniti e in Gran Bretagna verso cui sono state drenate gran parte delle risorse.
Le fiamme gialle hanno ricostruito un passivo fallimentare di oltre 2,8 milioni di euro a danno principalmente delle casse delle Stato. Accertate anche fatture false per 1,3 milioni di euro. L’azienda aveva anche ottenuto un mutuo da 800mila euro garantito dallo Stato trasferito sul conto corrente di una società in Texas.






