Né riti voodoo né schiavitù, tutti assolti in corte di assise a Arezzo

(ANSA) – AREZZO, 19 DIC – La corte di assise di Arezzo ha assolto cinque imputati, originari della Nigeria, accusati di aver ridotto in schiavitù giovani donne connazionali, sottoponendole a riti voodoo e costringendole a prostituirsi tra strada e abitazioni private. Il collegio, presidente Anna Maria Loprete, giudice a latere Giorgio Margheri e sei giudici popolari, ha stabilito l’assoluzione "perché il fatto non sussiste". Le indagini erano state condotte dalla Dda di Firenze ma nel corso del processo non è stata provata la riduzione in schiavitù. Lo stesso pubblico ministero Marco Dioni ha concluso la requisitoria chiedendo l’assoluzione degli imputati. Una delle donne nigeriane ascoltate come testimone aveva raccontato di essere stata sottoposta a rituali voodoo e di aver subito violenze simboliche ma poi non ha riconosciuto gli imputati come i responsabili dei fatti riferiti. Le dichiarazioni di altre presunte vittime, raccolte nelle indagini, non sono entrate nel fascicolo per vizi procedurali. A quasi 10 anni dai fatti, la stessa procura ha riconosciuto l’insufficienza degli elementi probatori per sostenere le accuse. (ANSA).

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