È iniziata con lo sciopero dei treni una settimana delicata dal punto di vista dei trasporti. E domani toccherà al servizio taxi. Uno sciopero nazionale di 24 ore che riguarderà anche Como.
“Quello dei taxi è un servizio pubblico regolato, con tariffe fissate dal Comune, obblighi di sicurezza e responsabilità precise verso l’utenza – si legge nel comunicato diffuso in queste ore – Oggi questo modello è messo in discussione dall’ingresso aggressivo di multinazionali private, che puntano a sostituire un servizio pubblico con piattaforme guidate da algoritmi e logiche di profitto. Le piattaforme private applicano tariffe variabili, spesso molto più alte nei momenti di necessità: pioggia, scioperi, eventi, urgenze. Non è un modello costruito per il cittadino, ma per massimizzare i profitti”.
“Faremo volantinaggio per spiegare le nostre motivazioni e far capire che lo sciopero va a tutela dell’utenza stessa – spiega Matteo Petrini, presidente di Radio Taxi Como – Non sappiamo ancora quanti tassisti aderiranno, ma qualche problema con il servizio ci potrebbe essere. Cercheremo comunque di mantenere le corse verso i luoghi sensibili (ospedali, case di cura, centri medici) e per le persone anziane. Chiediamo più controlli sui taxi e sugli abusivi e chiediamo che ci siano regole chiare per il servizio con conducente. Spesso ci sono persone non autorizzate che lavorano perché l’applicazione gli lancia la corsa. E l’App decide anche il prezzo”.
“Le tariffe dei taxi sono trasparenti – si legge ancora nel comunicato – e il servizio prevede controlli comunali e di pubblica sicurezza. Qualità e sicurezza non possono essere delegate a un’App”. I tassisti chiedono dunque allo Stato il completamento della legge 12/2019 contro l’abusivismo, norme che regolino le piattaforme tecnologiche, evitando lo strapotere degli algoritmi, la tutela del servizio pubblico taxi.





