Con l’ultimo arrivo, ieri in serata, salgono a 12 i pazienti ricoverati all’ospedale Niguarda di Milano, tra loro anche il 15enne canturino trasferito lo scorso 2 gennaio. A fornire un aggiornamento sulle loro condizioni di salute dopo i tragici fatti di Crans-Montana di Capodanno è stato l’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso.
“La situazione clinica di alcuni dei ragazzi ricoverati all’Ospedale Niguarda resta estremamente complessa, in particolare per le gravi problematiche respiratorie legate all’inalazione di sostanze tossiche. – ha detto -. Le prognosi sono riservate, ma stiamo mettendo in campo tutto ciò che la medicina e la competenza del nostro personale consentono, come se stessimo curando i nostri figli. Altri pazienti mostrano segnali di miglioramento e nei prossimi giorni potrebbe essere valutato il trasferimento in altre strutture di chi – si parla di due persone – è in condizioni più stabili, anche per avvicinarli ai territori di provenienza”. “E c’è un ragazzo che è quello che si trova sicuramente nelle condizioni migliori: si muove, si sposta, ma comunque ha bisogno di tutta una serie di medicazioni continue, quindi possiamo dire che è fuori pericolo, ma non possiamo certo dire che il problema è risolto“.
“Sette pazienti si trovano in terapia intensiva, tutti intubati, e cinque sono seguiti al Centro grandi ustioni – ha spiegato Bertolaso –. Alcuni presentano infezioni polmonari molto severe, in certi casi sostenute da più microrganismi, che rendono il quadro clinico particolarmente delicato. Le ustioni sono importanti, ma oggi la sfida principale riguarda l’apparato respiratorio”.
Bertolaso ha inoltre ringraziato AREU e il personale sanitario del Niguarda per l’operazione di trasferimento dalla Svizzera, definita “di straordinaria complessità”, e per l’assistenza quotidiana ai pazienti. “Ogni medicazione può durare oltre due ore e coinvolgere fino a quattro infermieri per singolo paziente. È un lavoro imponente, svolto con competenza, dedizione e umanità”.
“Regione Lombardia – ha concluso l’assessore regionale – resta pronta ad accogliere ulteriori pazienti qualora vi fosse necessità”.
“Le nostre strutture sono e resteranno a disposizione – hanno concluso il Direttore Generale del Niguarda Alberto Zoli e il direttore Generale di AREU Massimo Lombardo – siamo ben organizzati per il trasporto e il ricovero di eventuali altri pazienti”.





