Sono passate letteralmente una manciata di ore e ci sono già nuovi risvolti nella contesa di via XX Settembre. Il riferimento, naturalmente, è agli ormai famosi ciliegi, al centro del dibattito cittadino. Soprintendenza e Tar hanno bloccato il taglio, ma andiamo con ordine.

Ciliegi di via XX Settembre: tutto fermo dopo le decisioni di Soprintendenza e Tar
Questa mattina, all’alba, cittadini e politici comaschi si sono ritrovati in via XX Settembre per presidiare la zona, per timore di un abbattimento imminente. Dei giardinieri neanche l’ombra, piuttosto una – anzi due – belle notizie.

Prima di tutto la decisone della Soprintendenza, che ha accolto le sollecitazioni di Regione Lombardia, ha sospeso il taglio e convocato un tavolo tecnico per lunedì 19 gennaio. L’appuntamento è in Regione alle 15.30. E proprio la Regione, lunedì, aveva chiesto alla Soprintendenza di rivedere il parere in virtù della nuova perizia chiesta dai cittadini e redatta dall’agronomo varesino Daniele Zanzi. La Soprintendenza, di fatto, ha dato parere negativo per l’abbattimento delle piante e chiede un confronto “per consentire una più ampia e ragionevole condivisione delle scelte di progetto”.
Nel frattempo si è espresso anche il Tar, che ha accettato la sospensiva, obbligando Palazzo Cernezzi – di fatto – a non procedere con il taglio dei ciliegi. Comitato cittadino 2, Comune di Como 0, verrebbe da dire. Almeno per il momento però, perché – anche questa volta – non è ancora detta l’ultima parola. Per il momento in via XX Settembre è tutto fermo, ma bisognerà attendere un confronto tra Comune, Regione e Soprintendenza.

Resta fissata al prossimo 5 febbraio l’udienza nel merito del Tar, ma il tavolo tecnico in Regione potrebbe ribaltare le carte in tavola. Sarà un’occasione per fare il punto su quanto sta accadendo in via XX Settembre, potrebbe dare un po’ di respiro o persino risolvere la questione in via definitiva, evitando – eventualmente – di procedere al Tar. Intanto tra i cittadini si respira un cauto ottimismo. Lo spiega la referente del comitato, Giorgia Merlini: “Siamo felicissimi perché le nostre richieste sono state accolte. Attendiamo il tavolo tecnico, che – di fatto – garantirà finalmente un confronto con il Comune di Como, come abbiamo sempre chiesto. Sarebbe bastato ascoltarci per evitare di passare per le vie legali”, ribadisce Merlini.
In mattinata intanto, l’azienda incaricata del taglio ha rimosso i cartelli del divieto di sosta. Un segno di distensione, forse, o – più probabilmente – una mossa necessaria in attesa che sulla contesa dei ciliegi venga messa la parola fine.
Gaddi, Patelli, Comazzi: soddisfazione tra i politici
“La bellezza, la cultura e il paesaggio sono valori fondamentali. Non abbiamo fatto altro che interpretare e dare corpo a un sentimento diffuso di amore e appartenenza della città per i suoi storici ciliegi. Un grandissimo ringraziamento va al comitato spontaneo che si è impegnato oltre ogni limite e a Giorgia Merlini che lo rappresenta con una passione ammirevole. Sono certo che il sindaco Rapinese parteciperà al tavolo regionale con spirito costruttivo e di piena collaborazione”, commenta il consigliere regionale di Forza Italia, il comasco Sergio Gaddi.
Per Elisabetta Patelli, coportavoce Europa Verde Lombardia, “questo risultato dimostra quanto sia urgente un cambio di passo: un’amministrazione capace di ascolto, di attenzione ai bisogni profondi delle persone, di rispetto per il patrimonio naturale e paesaggistico che appartiene a tutti”. “Quella dei ciliegi – aggiunge Patelli – non è stata solo una questione ambientale. È stata una battaglia simbolica che parla del valore delle scelte che riguardano il verde urbano, della qualità dello spazio pubblico e del modello di città che vogliamo costruire: una città che non consuma, ma che cura; che non decide dall’alto, ma ascolta; che non considera il verde un ostacolo, ma una risorsa essenziale per il benessere collettivo“.
“La Soprintendeza – ricorda l’assessore al Territorio e Sistemi verdi di Regione Lombardia – ha chiesto di fermare i lavori e di approfondire il quadro tecnico. Anche il Tar – aggiunge – ha chiarito che il taglio degli alberi produrrebbe effetti irreversibili e che non esistono motivi urgenti tali da giustificare un intervento immediato, precisando che eventuali criticità di sicurezza possono essere gestite con interventi mirati e non con abbattimenti generalizzati”, che confermerebbe quanto emerso dal sopralluogo effettuato da Regione Lombardia a inizio dicembre con i tecnici di Ersaf.
“Per questo chiediamo al sindaco di Como di partecipare al tavolo tecnico già convocato da Regione Lombardia per lunedì, con l’obiettivo di arrivare a una soluzione condivisa che tuteli l’identità, la storia e la bellezza di questo angolo caratteristico della città e dia risposte concrete ai cittadini”, conclude l’assessore Comazzi insieme al consigliere Gaddi. E a stretto giro è arrivata proprio la risposta del sindaco di Como, Alessandro Rapinese.





