Stadio Sinigaglia, un anno dopo.
12 mesi fa la maxi conferenza stampa in Comune a Como in cui amministrazione e vertici del Como 1907 illustravano il progetto, che inizialmente prevedeva 15mila posti, con l’obiettivo di vederlo pronto per il 2028.
Ne è seguita una revisione, in particolare dopo le valutazioni della Soprintendenza rispetto ai volumi eccessivi e a alla tutela del paesaggio circostante. Il piano corretto è giunto a fine giugno del 2025, poi poche settimane fa, all’inizio di gennaio, la conferenza dei servizi ha dato di fatto il via libera ai prossimi passi per arrivare al nuovo Sinigaglia. “Andiamo avanti – ha detto oggi il sindaco Alessandro Rapinese – appena ci verrà restituito il piano economico-finanziario lo valuteremo e lo faremo valutare dagli esperti e se risponde a tutti i canoni della contabilità pubblica per noi è già sì”.
Dalla presentazione del nuovo impianto il dibattito si è fatto di giorno in giorno più caldo. Anche per l’annunciata volontà del primo cittadino di chiudere la vicina scuola primaria “Corridoni” sulle cui ceneri costruire poi un autosilo. Tra le questioni finite inevitabilmente sotto ai riflettori ci sono: l’impatto sul quartiere razionalista di una struttura che all’attività sportiva somma quella commerciale e turistico ricettiva e i nodi da sciogliere sul fronte viabilità. I cittadini hanno sollevato perplessità e chiesto di essere coinvolti nel processo decisionale, ma la giunta è netta: “La politica si è espressa, non vediamo l’ora che partano i lavori”.






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