Due assoluzioni e una condanna nel processo per il sequestro e l’omicidio, nel 1975, della 18enne Cristina Mazzotti. Oltre cinquant’anni dopo, in corte d’Assise a Como è stata pronunciata la sentenza di primo grado per tre imputati, accusati di aver partecipato al rapimento.
Gli imputati erano accusati di aver partecipato al sequestro di Cristina la sera del 30 giugno 1975. La corte, presieduta da Carlo Cecchetti, ha assolto per non aver commesso il fatto Antonio Talia, 70 anni. Condannati all’ergastolo per l’accusa di omicidio Giuseppe Calabrò, oggi 76enne e Demetrio Latella, 71 anni. Per entrambi, la corte ha dichiarato invece il non luogo a procedere per l’accusa di sequestro di persona a scopo di estorsione perché il reato è prescritto. Prevista anche per i due condannati una provvisionale di 600mila euro per ciascuna delle parti civili, Vittorio e Marina, il fratello e la sorella di Cristina.
L’accusa, rappresentata in aula prima dal pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia di Milano Cecilia Vassena poi dal collega Pasquale Addesso, aveva chiesto l’ergastolo per tutti gli imputati. Entro 90 giorni saranno depositate le motivazioni della sentenza. Al termine le voci dei legali e della famiglia Mazzotti, attraverso i loro avvocati.






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