Troupe aggredita all’Ippocastano di Como, tra via Castelnuovo e via Aldo Moro, in pieno giorno, sotto gli occhi di chi fa benzina, di chi ha appena preso un treno o si dirige verso la stazione, di chi si è appena lasciato alle spalle una giornata di lavoro. Un uomo visibilmente alterato ci insulta perché ha notato gli occhi indiscreti della telecamera. Ci rivolge parole irripetibili, ci sputa addosso e si avvicina con tono minaccioso. A fermarlo è stato il gestore del distributore di benzina, che conferma la situazione di insicurezza della zona.
Tra i residenti c’è chi parla di Bronx, chi di Far West, chi si limita a parlare di inciviltà, chi si sente abbandonato e ha paura. Siamo a due passi dal centro di Como, dal Setificio, dall’Università e dalla stazione di Como Borghi: un quadrilatero di palazzi tra via Castelnuovo e l’Ippocastano dove l’esasperazione è tangibile. Cartacce abbandonate e schiamazzi non mancano, ma non sono niente in confronto agli episodi di violenza e spaccio di droga a cui assistono letteralmente ogni giorno i residenti. Succede nel cuore della città, in un quartiere residenziale. E proprio i residenti, stanchi della situazione, parlano di “Balordi e ubriachi tutti i giorni”.
I residenti e le attività lavorative di via Ambrosoli, piazza della Tessitrice, via Moro e via Castelnuovo non ce la fanno più. Sotto casa hanno affisso un cartello che dice tutto: “Divieto di sosta” e “Divieto di bivacco”. Eppure non basta. Nella zona non mancano le videocamere di sorveglianza, che dovrebbero far sentire più sicuri i residenti, ma non è sufficiente. L’appello è unanime: servono più controlli.





