Una querelle infinita quella dei ciliegi di via XX Settembre, anche se per i cittadini si sarebbe potuta chiudere rapidamente se solo l’amministrazione comunale avesse ascoltato le richieste della comunità. Dopo le indicazioni della Soprintendenza, che ha bloccato l’abbattimento, per il sindaco Rapinese potrebbe rivelarsi necessario togliere i parcheggi lungo la via (che sono già pochi e tutti a pagamento) per eseguire la “ridefinizione delle aiuole” imposta a Palazzo Cernezzi dalla stessa Soprintendenza. I residenti però non ci stanno e intervengono nuovamente. Lo fa, in particolare, Giorgia Merlini, referente del comitato cittadino nato spontaneamente in difesa dei ciliegi di via XX Settembre, che in un video pubblicato sui suoi social replica direttamente al primo cittadino comasco.
Ciliegi di via XX Settembre, i cittadini contro la rimozione dei parcheggi: la replica al sindaco
Per Merlini “la situazione relativa ai ciliegi di Via XX Settembre, protrattasi per quasi tre mesi e arrivata addirittura al Tar, è frutto della ostinata volontà di ignorare la voce dei cittadini che chiedono di veder riconosciuto il valore identitario del luogo”. Insomma, per il comitato sarebbe bastato incontrarsi, confrontarsi e dialogare per trovare una soluzione che potesse soddisfare i residenti, evitando così una battaglia senza fine. Invece, ribadiscono i cittadini, da parte dell’amministrazione comunale nessuna apertura, eccetto una convocazione lampo a Palazzo Cernezzi lo scorso dicembre.
A prendere una decisione netta è stata la Soprintendenza, che – ricorda Merlini sui suoi social – il 4 febbraio ha di fatto tutelato la via e impedito “il taglio indiscriminato delle piante”. Spazio anche al Tar, che “ha emesso un decreto cautelare, fissando il termine per il 19 giugno prossimo”.
Poi la replica rivolta direttamente al primo cittadino comasco, in seguito alle sue dichiarazioni a Etg+ Sindaco. “La Soprintendenza non ha magicamente cambiato parere la notte prima dell’udienza del Tar. La Pec è arrivata il 4 pomeriggio ed è il risultato dei due tavoli tecnici che si sono tenuti in Regione, prima il 19 gennaio e poi il 2 febbraio, ai quali lei non si è degnato di presentarsi. Se fosse venuto, avrebbe da una parte potuto contribuire e, dall’altra, essere messo al corrente delle varie considerazioni”, dice Merlini al sindaco Rapinese.
E ancora: “Lei non poteva non sapere della affezione e del valore identitario del viale. Da quando abbiamo visto i cartelli di divieto di sosta, abbiamo fatto di tutto: sit-in alle 5 del mattino, petizione online con 6mila firme e una fisica depositata in Comune con 750 firme. Siamo persino venuti in riunione convocati da lei. Cos’altro le sarebbe servito per riconoscere una cosa che era talmente forte e profonda da essere riconosciuta addirittura dalla Soprintendenza?”, chiede la referente Giorgia Merlini.
Il sindaco, tuttavia, potrebbe ribattere che inizialmente – cioè prima che venisse interpellato da Regione Lombardia – l’Ente aveva autorizzato Palazzo Cernezzi, permettendo di fatto il taglio dei ciliegi, che effettivamente nella vicina via Aldo Moro sono già stati sostituiti. Quel che è certo è che i cittadini, dallo scorso 15 novembre, hanno sempre chiarito la loro posizione, favorevoli alla sostituzione delle piante ammalorate, purché sostituite con altri ciliegi e non con i peri pensati dal Comune di Como, dal quale invece non c’è mai stato alcun dietrofront. Da allora manifestazioni, incontri, sopralluoghi, perizie e un lungo braccio di ferro.
L’intervento della politica e il dubbio sui parcheggi
“La Soprintendenza è autonoma e indipendente, in questa vicenda i partiti non c’entrano nulla e non hanno fatto alcuna pressione sull’Ente”, ha ripetuto il sindaco Rapinese. A stretto giro Merlini incalza: “Non si permetta di insinuare un’ingerenza politica. Siamo un comitato di semplici cittadini e a noi le vostre beghe di partito non interessano. Ci interessa soltanto che i ciliegi restino dove sono, con adeguata manutenzione, e che il nostro povero viale finalmente veda ripristinata la sua bellezza”
Spazio poi ai posteggi: “Inutile che ci minacci di togliere tutti i parcheggi sulla via, perché la Soprintendenza in tal senso è stata chiarissima e non ha richiesto questo. Un conto è impedire che le auto vadano addosso alle piante parcheggiando sulle aiuole e un alto conto è parlare di togliere addirittura tutti i parcheggi sulla via. Siccome lei dovrà andare a presentare un nuovo progetto alla Soprintendenza, se tale progetto prevedrà la rimozione dei parcheggi, la scelta sarà unicamente sua”, sottolinea la cittadina comasca.
Il sindaco Rapinese ricorda che la partita è ancora aperta in quanto resta da conoscere la decisione del Tar e lo fa, dice la referente del comitato, “con una sorta di velata minaccia“. “Piuttosto che cambiare direzione e venire a più miti consigli, lei sceglie ancora una volta la via dura, quella del non ascolto e questo conferma solo una cosa – conclude Merlini – lei si sente il re di Como e no il sindaco di tutti i cittadini“.
Insomma, gli ormai famosi ciliegi della discordia continuano a tenere banco in città. A mettere la parola fine a una vicenda che anima Como dallo scorso novembre potrebbe essere il Tar, con l’udienza nel merito fissata per il prossimo 19 giugno. Nel frattempo però i ciliegi sono salvi, perché la Soprintendenza ha di fatto vincolato la via dei filari, riconoscendone il valore storico, relazionale e identitario.






