Il suo ultimo gesto, il più grande, lo ha compiuto in silenzio e senza dirlo a nessuno, ha scelto di essere donatore di organi. Lo ha fatto quando ha compiuto 18 anni e, potendo scegliere, ha scelto la generosità. Una scelta che purtroppo solo poco dopo si è trasformata in realtà perché Wilman Zanetti, studente comasco della Magistri Cumacini, è morto all’ospedale Sant’Anna, dove era ricoverato dal 10 gennaio scorso dopo un terribile schianto tra la sua moto e un camion.
“La moto era la sua più grande passione”, sottolineano familiari e amici che fino all’ultimo hanno sperato che Wilman si potesse salvare. Non è stato così. Troppo gravi le ferite riportate nell’impatto avvenuto in via Cristoforo Colombo, all’altezza del parcheggio di LarioTir. Un camion che svoltava nell’area di sosta, secondo quanto accertato dalla polizia locale di Como, ha travolto il 18enne, in sella alla sua Ktm. Soccorso in condizioni gravissime e trasportato al Sant’Anna, il giovane ha lottato per quasi una settimana. Poi, nelle scorse ore purtroppo la notizia più drammatica.
La procura di Como ha aperto un’inchiesta, che ora diventa per omicidio stradale. I mezzi coinvolti erano stati subito sequestrati dalla polizia locale di Como, che ha effettuato i rilievi e sta eseguendo le indagini.
Per sostenere la famiglia è stata avviata una raccolta firme sulla piattaforma online Gofundme. “Ci sono persone che, anche in poco tempo, riescono a lasciare un segno profondo nel cuore di chi le ha conosciute. Lui era così – è il ricordo di Wilman – Aveva solo 18 anni, il terzo di tre fratelli, e una vita piena di sogni, valori e amore per gli altri. Frequentava la Magistri con impegno e serietà, sempre pronto ad aiutare i compagni e chiunque fosse in difficoltà. Era un ragazzo responsabile, attento, con un grande senso del dovere e una sensibilità rara”. “La sua più grande passione era la moto, vissuta con entusiasmo ma anche con consapevolezza – continua – Amava profondamente la sua famiglia. Era un ragazzo solare, sempre sorridente, capace di portare luce anche nelle giornate più difficili. Amava le cose semplici: una pizza “gustosa”, la carne, il colore blu… e la compagnia delle persone a cui voleva bene. E poi, il suo ultimo gesto, che oggi continua a dare vita e speranza ad altri. Un gesto che racconta più di qualsiasi parola quanto fosse grande il suo cuore”.






