Nella Prima Domenica di Avvento, oggi domenica 30 novembre, le parole del cardinale Oscar Cantoni, vescovo di Como, per accompagnare i fedeli in questo tempo di attesa. Come ogni anno poi sono molteplici i materiali che gli uffici diocesani mettono a disposizione di vicariati, parrocchie, comunità, operatori pastorali e famiglie per vivere al meglio il cammino di preparazione al Natale.
In particolare, la Pastorale Giovanile-Vocazionale, in collaborazione con la Caritas diocesana, ha predisposto una serie di proposte che vanno sotto il titolo “Pace e bene – Si chiude la Porta, si apre un portone”. Espressione che è anche l’inizio del Messaggio di Avvento del vescovo, cardinale Oscar Cantoni.
Il messaggio del vescovo
«Con questo saluto, “Pace e Bene”, vi raggiungo per augurarvi un buon cammino di Avvento da percorrere insieme verso la grotta di Betlemme – scrive il Vescovo –. Andiamo incontro al Signore che viene a visitarci, portando sulla terra la pace e il bene. Doni che chiedono, oggi più che mai, di essere accolti e tradotti in vita quotidiana, in scelte condivise e coraggiose per generare un mondo nuovo, di fratelli e sorelle». Questo saluto «ricorda anche un grande santo, patrono della nostra Italia, san Francesco d’Assisi di cui ricorreranno, nel 2026, gli 800 anni dalla sua morte». La sua figura luminosa «ancora ci accompagna. Lui, che nel Natale del 1223 a Greccio, rappresentando per la prima volta il presepe, si è trovato in braccio Gesù Bambino, ci aiuti ad avere cuori aperti e accoglienti verso Dio e verso ogni persona di questo mondo, con un occhio speciale per i piccoli e poveri». Nel testo non manca nemmeno l’indicazione di un appuntamento ormai prossimo. «Tra poco – scrive il Vescovo – si concluderà questo anno speciale del “Giubileo della Speranza” e saranno chiuse le Porte Sante». Ma, come ricorda il titolo del percorso di Avvento e Natale “si chiude la Porta e si apre un portone”. «La grazia non è esaurita – conclude il cardinale Cantoni –. Ancora di più è aperta e spalancata perché Dio, in Cristo Gesù, si è fatto uomo per salvarci e mostrarci il volto del Padre che è amore. Accessibile per tutti! Con gioia, da figli dal Signore, mettiamoci in cammino!».
Opere d’arte a Sant’Abbondio
Oggi nella Basilica di Sant’Abbondio a Como, al termine della Messa delle 16.30, inaugurazione dell’esposizione di alcune opere di arte contemporanea. Si tratta di due dipinti del giovane artista comasco Riccardo Longo e di un’opera di Roberto Pedretti.

«Il dialogo con l’arte contemporanea – spiega don Michele Pitino, rettore della basilica – è fondamentale, perché permette alla Chiesa di incontrare nuovi linguaggi, entrare in comunicazione con nuovi mondi e nuove generazioni e da essi lasciarci provocare».
Già nel recente passato la Basilica aveva ospitato opere contemporanee. Nell’ottobre 2021, durante un evento serale, aveva trovato posto una performance di luci su un dipinto di Leonilde Carabba, ispirato ai cerchi del Paradiso dantesco. Nel Natale 2022, per diverse settimane, era stata esposta una natività, opera di Francesco Santosuosso.
Resta attuale l’appello che san Paolo VI lanciò agli artisti nel 1965, parlando di un’alleanza feconda tra fede e arte e tra Chiesa e artisti contemporanei. «Quello di Paolo VI è un appello che resta vivo ed è da rivolgere ad entrambe le parti – riprende don Michele –: la Chiesa ha bisogno di tutti per esprimere le fede in linguaggi e forme nuovi. Sono molto felice della collaborazione con Riccardo Longo, perché la sua sensibilità giovanile e le sue piste di ricerca sono molto interessanti». La Basilica «è anzitutto testimonianza di un passato – sottolinea don Michele – e, attraverso la sua arte, racconta la fede di chi ci ha preceduto. Ospitare qui opere contemporanee significa aprirsi a nuovi stimoli. Celebrare la fede significa fare memoria di un passato che è fecondo perché vivo e aperto al futuro. Come per la fede – chiosa il rettore –, anche per l’arte ci dobbiamo chiedere: come possiamo fare, affinché nei nostri ambienti l’arte non abbia solo il gusto del passato?».
«Esporre in un luogo come la Basilica di Sant’Abbondio – riflette Riccardo Longo – mette il mio lavoro in dialogo con tutti gli artisti che ci sono stati prima di me e che verranno dopo: il legame tra arte, fede e religione (intesa come insieme di pratiche e attività di culto) è da sempre strettissimo e oggi anche io ho modo di stringerlo dando il mio contributo. Il mio lavoro parla di contemplazione, di ascolto e di silenzio: esporre a Sant’Abbondio lo avverto come il modo migliore di fare esperienza della mia opera».
Le tre opere resteranno esposte e fruibili a fedeli e visitatori per due mesi, fino al termine di gennaio. Sono collocate in spazi significativi della Basilica, che richiamano il loro valore teologico e spirituale.








