Olimpiadi alle porte e c’è ancora qualcosa da aggiustare. Gli impianti sono pronti, ma potrebbe essere difficile raggiungerli. Manca un mese e mezzo alle Olimpiadi di Milano-Cortina e l’ultima tegola si chiama variante di Tirano.
Olimpiadi Milano-Cortina, impianti pronti ma infrastrutture a metà. L’assessore: “Ricadute positive, è quasi tutto sold out”
Entro il 26 gennaio sarà aperto soltanto il primo tratto, lungo poco più di 3 chilometri. Un’infrastruttura strategica e centrale per il territorio, che però – contrariamente alle promesse – non sarà completata per l’inizio delle Olimpiadi. Il taglio del nastro, quindi, è stato rimandato e c’è già chi teme che – con l’afflusso di visitatori che i Giochi portano con sé – la viabilità della Valtellina finisca completamente paralizzata. Anas intanto assicura massimo impegno. Al lavoro 250 tra operai e tecnici, impegnati sette giorni su sette.
Lo spiega l’assessore al Turismo, Olimpiadi e Sport del Comune di Sondrio, Michele Diasio. “Si tratta di un’opera strategica ed è un’opera che ci sarà. È vero, sarà ultimata soltanto a Olimpiadi terminate, ma avrà un impatto estemamente positivo sulla situazione in generale e sul traffico. Mi pare comunque che la strada intrapresa preveda dei piani idonei per garantire una mobilità soddisfacente, anche in un periodo che indubbiamente sarà complicato e chiederà sacrifici”.
Insomma, non sono da escludere disagi, ma – al contempo – nessun allarmismo: il territorio lavora per gestire il flusso di visitatori e, soprattutto, per garantire infrastrutture strategiche ed essenziali per chi quel territorio lo vive tutti i giorni, al di là dei Giochi olimpici. Più che positive anche le ricadute le strutture ricettive di Sondrio e del resto della Valtellina. “Credo proprio sarà un inverno da tutto esaurito. Le Olimpiadi ci lasceranno qualcosa di solido e stabile, anche – e soprattutto – per le future generazioni”, sottolinea l’assessore Diasio.

Intanto nuova battaglia con la Svizzera. I Grigioni battono cassa per gestire la viabilità, alla luce di un maggiore afflusso di visitatori che passeranno anche per le strade elvetiche. Gli svizzeri calcolano una spesa di oltre 5 milioni di franchi, mentre Regione Lombardia finanzierebbe 600mila euro per la gestione del traffico (stimato in 4.000 visitatori) e la sicurezza della zona. Per l’assessore regionale Massimo Sertori si tratta di cifre troppo alte. L’impatto sui singoli cittadini, anche svizzeri, non mancherà, ma le cifre andrebbero probabilmente ricalibrate. O almeno così sottolineano da Regione.






