Chiusa la prima fase del semestre aperto della facoltà di medicina, che ha sostituito il tradizionale test di ingresso. All’Università dell’Insubria, sono 72 su un totale di 573 iscritti gli studenti che hanno superato tutte le tre prove. Dati in linea con la situazione nazionale. Nell’ateneo di Como e Varese, i posti disponibili sono 220 per gli aspiranti medici e 21 per odontoiatria.
Gli studenti hanno avuto a disposizione due appelli. All’Università dell’Insubria hanno superato gli esami: al primo appello il 14% per fisica, il 30,6% per chimica e il 36% per biologia; al secondo appello il 10,5% per fisica, il 35,6% per chimica e il 12% per biologia. Sono in tutto 72 gli studenti e le studentesse che hanno superato tutte e tre le prove.
Entro il 27 dicembre gli studenti sono tenuti ad accedere alla propria area riservata per accettare o rifiutare i voti conseguiti negli esami del secondo appello. È prevista la possibilità di accettare i voti rifiutati al primo appello. La graduatoria nazionale sarà pubblicata a partire dalle ore 16 dell’8 gennaio 2026; ogni candidato ha espresso almeno dieci preferenze di sedi, con l’ateneo di frequenza del semestre aperto come prima scelta obbligatoria.
Gli studenti collocati in posizione utile dovranno immatricolarsi entro il 14 gennaio. Per l’anno accademico all’Insubria i posti sono 220 per medicina e chirurgia e 21 per odontoiatria e protesi dentaria. Gli studenti che avranno superato le prove ma non risulteranno in posizione utile nella graduatoria nazionale, potranno essere assegnati a uno dei corsi di laurea affini, secondo le preferenze espresse.
“La scuola di Medicina e i docenti – ha dichiarato la presidente della scuola di medicina dell’Insubria, Francesca Rovera – che hanno tenuto le lezioni di questi primi tre esami che hanno caratterizzato il semestre filtro confermano di essere costantemente al fianco dei loro studenti, offrendo tutto il supporto necessario. Attendiamo di vedere le graduatorie, ma confermiamo di essere al fianco dei nostri studenti per organizzare attività di tutoraggio e per rispondere ai dubbi che purtroppo hanno caratterizzato negativamente questi due appelli”.





