Un anno che si chiude, uno che si apre. Tempo di bilanci con lo sguardo rivolto al futuro. Oggi in Duomo la celebrazione eucaristica con, nel finale, il Canto del Te Deum con il quale la Chiesa rende grazie, domanda perdono e invoca la benedizione del Signore. Il cardinale Oscar Cantoni, vescovo di Como, ha parlato dell’Anno Santo chiuso domenica scorsa: “Il Giubileo – ha detto durante l’omelia – ci ha chiamati a diventare pellegrini di speranza in tutta la nostra vita nonostante le avversità”. Ha poi parlato degli eventi che hanno caratterizzato il 2025 a partire dalla morte di Papa Francesco e dal conclave, a cui il porporato comasco ha partecipato, per l’elezione del suo successore, Leone XIV.
A livello diocesano il vescovo ha voluto segnalare la conclusione della Visita Pastorale ai Vicariati svolta in 25 tappe che “ha generato – ha spiegato – la necessità di stimolare le parrocchie a diventare sempre più luoghi relazionali”.
Il fulcro centrale dell’omelia è stato però il riferimento alle guerre “non possiamo tacere che si è trattato di un anno pineo di conflitti non solo in Ucraina e in Terra Santa ma anche in altre parti del mondo” ha sottolineato. “È tempo di piangere davanti alle tragedie del mondo. Viviamo purtroppo in tempi difficili, anche drammatici per l’educazione delle nuove generazioni. A molti manca la speranza per il futuro, il desiderio di affrontare con creatività e decisione il presente”.
La conclusione è affidata al perdono e agli abbondanti motivi per cui rendere grazie e alla necessità di farsi “ambasciatori della gloria di Dio nei fatti ordinari e nel nostro ambiente di vita”.
Il primo gennaio, alle 17, sempre in Cattedrale il cardinale Cantoni presiederà poi il Pontificale con l’affidamento alla Madonna della città e della diocesi nella Giornata mondiale della pace.




