Polveri sottili, il 2025 ha consolidato il miglioramento in corso nell’aria della Lombardia ed in particolare nel Comasco. Sicuramente con un aiuto dal meteo, che ha visto ridursi il numero di giornate invernali con aria fredda, greve e inquinata, ma con una evidente tendenza positiva, che indica che gli obiettivi di qualità dell’aria che l’Unione Europea ha fissato per il 2030 sono raggiungibili. Lo spiega in una nota Legambiente Lombardia, che ha preso a riferimento i dati di Arpa.
Il quadro della Lombardia inquinata non è però omogeneo. L’aria migliora decisamente nei capoluoghi pedemontani: Varese, Como, Sondrio, Lecco e Bergamo: tutte città per le quali gli obiettivi al 2030 della nuova direttiva europea sono a portata di mano, o addirittura già raggiunti. A Como, nel 2025 il superamento dei limiti per le polveri sottoli è stato registrato soltanto otto volte.
Migliora anche la qualità dell’aria nell’Est Lombardia (Brescia e Mantova), e a Milano e Monza, dove però i giorni di inquinamento acuto sono ancora di molto superiori al numero previsto dalla vecchia direttiva – che prescrive un limite annuo di 35 giorni -, specie nelle centraline poste in prossimità di aree a traffico motorizzato intenso.
Più lenti e contrastati i miglioramenti nella ‘Bassa’, in particolare nelle aree ad alta intensità di allevamenti. Cremona e Lodi si confermano come i capoluoghi in cui le concentrazioni medie di PM10 sono più elevate.
Tra i centri minori con problemi si segnala Meda, in Brianza al confine con il comasco, con inquinamento da polveri più alto che nel capoluogo monzese: in questo caso è probabile che, oltre al traffico, pesi il diffuso utilizzo della legna come combustibile.
Ai dati diffusi da Legambiente Lombardia si aggiungono però le precisazioni del Circolo Comasco Angelo Vassallo. Nel comunicato regionale – spiega l’associazione – non si prende in considerazione la presenza di biossido di azoto, NO2, più legato alle emissioni da traffico, che invece, come riportato nella nota di Arpa Lombardia del 19 dicembre scorso, ha registrato a Como nel 2025 una media annua di 30 microgrammi per metro cubo, simile a quella rilevata nel 2024 (33) e ancora lontana quindi dal valore di 20 previsto dai nuovi limiti europei, specifica il Circolo lariano che poi aggiunge una ulteriore significativa annotazione. Il primo gennaio 2026 le concentrazioni di polveri sottili a Como (sia PM10 che PM2,5) sono praticamente raddoppiate rispetto al 31 dicembre 2025. Effetto sicuramente delle condizioni meteo ma ancora di più per l’effetto dei botti per festeggiare il nuovo anno.





