Un giro, poi un altro e un altro ancora. Occhi spalancati a caccia di un parcheggio e appena si avvista qualcuno con le chiavi in mano scatta “l’inseguimento”. I minuti scorrono e il ritardo – al lavoro, a lezione o all’appuntamento fissato – sembra garantito. Aspettare finchè non si libera qualcosa in un’area dove i prezzi, si fa per dire, sono più contenuti o andare a spendere di più in altre zone? Questo è il dilemma per chi cerca parcheggio a Como e non può fare a meno di utilizzare l’auto per raggiungere la città.
Con l’inizio dell’anno e le recenti novità introdotte dal Comune – il cambio di colore delle strisce in molte zone con numerosi posti bianchi diventati blu a pagamento e l’introduzione delle tariffe vulcano per circa 370 parcheggi – gli effetti si iniziano a sentire.
Davanti alla Santarella è un continuo sgomitare. Numerose le auto fuori dagli spazi e le multe fioccano. Quando e se arriverà il nuovo parcheggio sull’area ex Ticosa – il cui progetto è stato presentato ormai due anni fa – si potrà forse tirare un sospiro di sollievo ed evitare di partire con largo anticipo da casa. Ad oggi però è una giungla e la pazienza viene messa a dura prova. Sono studenti e lavoratori a sentirsi penalizzati e senza alcun tipo di agevolazione. C’è chi ammette di uscire con largo anticipo, chi sceglierebbe i mezzi pubblici, se orari e corse fossero più compatibili con le proprie esigenze. In un’intervista uno studente-lavoratore del Conservatorio, che arriva da Milano, ammette che è più difficile parcheggiare in città rispetto al capoluogo lombardo. Altri universitari dell’Insubria chiedono un aiuto al sindaco o quantomeno di essere presi in considerazione.
In via Regina Teodolinda zona cimitero monumentale dove – per favorire chi si reca al camposanto – con un colpo di pennello molti posti liberi sono tornati a pagamento ma senza la tariffa giornaliera che, pur cara (5 euro al giorno), attenuerebbe almeno un po’ i costi. Costi che per molti sono sostenibili ma non senza fatica.






Como città del teppismo, del vulcanismo, ma non certo dei cittadini.