Manca pochissimo all’arrivo della Fiamma Olimpica a Como. Appuntamento fissato per martedì 3 febbraio, tre giorni prima della cerimonia inaugurale a San Siro, fissata per il 6 febbraio.
La torcia alla mattina partirà dalla provincia di Bergamo, a Dalmine, alle 7.55, poi toccherà Capriate San Gervasio, Trezzo sull’Adda, Merate, Arcore, Lesmo, Seregno, Meda per entrare in provincia di Como e dirigersi verso Cantù, dove è attesa alle 17.35, il transito sarà da via Milano, piazza Garibaldi e in uscita nelle vie Manzoni, Grandi e Mazzini.
Dalla città del mobile, il passaggio fino a Cernobbio, dove è prevista una sosta, poi, dall’imbarcadero in piazza Risorgimento, la fiamma salirà sul battello e giungerà nel cuore di Como.
In piazza Cavour le celebrazioni prenderanno il via alle 17. La staffetta partirà alle 18.45 dal molo 5 sul lungolago. Poi la sfilata in centro nelle vie Lungo Lario Trento, viale Cavallotti, piazza Cacciatori delle Alpi, viale Varese, viale Cattaneo, viale Battisti, via Nazario Sauro, via Perti, via Vittorio Emanuele II, via Plinio, piazza Cavour. Il braciere olimpico sarà acceso alle 19.30 nel salotto della città.
Tra gli annunciati tedofori di questa tappa, l’allenatore del Como Cesc Fabregas, l’ex capitano e ora vicepresidente dell’Inter Javier Zanetti, il giocatore della Pallacanestro Cantù Riccardo Moraschini e Alisha Lehmann, atleta simbolo del calcio femminile e del Como Women.
Tra gli atleti lariani, a Savona è stata già chiamata a fare la tedofora la ginnasta Elena Amato, che ha partecipato ai Giochi di Sidney nel 2000. E negli ultimi giorni porterà la fiamma anche Alberto Cova, olimpionico di atletica a Los Angeles 1984.
Per la Fiamma Olimpica il prossimo sarà il secondo passaggio nella storia di Como.
In occasione di Cortina 1956 e Roma 1960 il Lario non fu toccato. La prima volta è stata dunque nel 2006, in occasione dei Giochi Invernali di Torino. Era il 30 gennaio, in una città che fino a poche ore prima aveva affrontato l’emergenza di una copiosa nevicata. Tutto andò per il meglio, con l’ingresso in centro dalla Napoleona, e poi via Milano, viale Lecco fino ad una piazza Cavour gremita di appassionati e curiosi.
Tra i tedofori di quel giorno sul Lario, il già citato Alberto Cova, con sua figlia Elisa. Como a quel giro fu soltanto un punto di passaggio di una tappa chiusa a Varese dopo aver toccato la Svizzera, con Chiasso e Lugano. In questo 2026, vent’anni dopo il capoluogo lariano sarà invece sede dell’arrivo di giornata.





