(ANSA) – TREVISO, 22 GEN – Mille messaggi in una notte ad una collaboratrice hanno portato al licenziamento di un dirigente dell’aeroporto Canova di Treviso, provvedimento poi confermato dal Tribunale di Treviso secondo il quale si trattava di molestie sul luogo di lavoro, respingendo così il ricorso dei legali dell’indagato. Le missive invadenti sono state inviate nella notte tra il 5 e 6 marzo del 2024, ad una dipendente dello scalo trevigiano, controllato dal gruppo veneziano Save. La vittima, assunta con contratto a termine, di fronte all’abnorme mole di messaggi si era rivolta al direttore delle risorse umane della società che ha avviato l’indagine interna, poi sfociata con il licenziamento. Era, tra l’altro emerso, che il dirigente aveva iniziato gli approcci con la collaboratrice già un anno prima con richieste di appuntamenti fuori orario del lavoro, l’invito ad indossare minigonne, abbracci imbarazzanti, e poi messaggi con riferimenti a sfondo sessuale. Al licenziamento il dirigente si è opposto con i propri legali, ma il giudice del lavoro, nella sua decisione, ha sottolineato, tra l’ altro, che "il baricentro della tutela contro le discriminazioni sessuali poggia sul contenuto oggettivo della condotta, nonchè sulla percezione soggettiva della vittima, mentre non è necessaria l’intenzione oggettiva di infliggere molestie da parte dell’autore". Inoltre "la legittimità del licenziamento per molestie sessuali presuppone che il lavoratore abbia tenuto nei confronti della collega un comportamento indesiderato di natura sessuale, che ha oggettivamente provocato l’effetto lesivo della su dignità". Ora, dopo la sentenza di primo grado in sede civile, si apre il fronte penale. (ANSA).






