Matilde Fantin ha appena compiuto diciannove anni e sta già riscrivendo il libro dei record dell’hockey su ghiaccio italiano. L’attaccante comasca, nata il primo gennaio 2007 a Como, ha segnato lunedì 9 febbraio una doppietta decisiva nella vittoria per 3-2 contro il Giappone alla Milano Santagiulia Ice Hockey Arena, il palazzetto milanese che ospita le gare olimpiche di Milano-Cortina 2026. La nazionale femminile italiana ha così conquistato la qualificazione ai quarti di finale con un turno di anticipo, un traguardo senza precedenti per una squadra che, nell’unica precedente partecipazione olimpica a Torino 2006, aveva chiuso ultima con tre sconfitte e un solo gol segnato nell’intero torneo.
Un talento lariano cresciuto al palazzetto di Casate
La passione per l’hockey non è arrivata per caso nella famiglia Fantin. Il padre Damiano è stato un giocatore dell’Hockey Como, il club biancoblù fondato nel 1971 da un gruppo di fuoriusciti dai Diavoli di Milano, tra cui Mario Bedogni, miglior difensore della nazionale italiana alle Olimpiadi di Cortina 1956. Il palazzetto del ghiaccio di Casate, costruito nel 1970 dall’Azienda autonoma soggiorno e turismo di Como, divenne il cuore pulsante dell’hockey lariano: nel 1983 la squadra conquistò la promozione in Serie A e nel 1989 vinse il campionato di Serie B battendo in finale il Gardena, prima di fondersi con l’HC Devils Mediolanum, la formazione milanese controllata dalla Polisportiva di Silvio Berlusconi. I nonni di Matilde gestivano un ristorante proprio accanto al palazzetto, e fu in quel contesto che nacque la vocazione sportiva della giovane lariana. Fantin ha ricordato in varie occasioni di aver messo i pattini per la prima volta a tre anni; tra i quattro e i cinque anni, dopo aver visto alcuni ragazzi impegnati in una partita di hockey, ha voluto cimentarsi anche lei in questo sport. Da quell’esperienza, ha spiegato, è nata una passione destinata a durare nel tempo, nonostante abbia affiancato anche altre attività sportive.
La strada verso l’alto livello è passata attraverso le giovanili dell’Hockey Como, dove la ragazza ha avuto la possibilità di giocare nelle squadre maschili fino a quando le regole lo hanno permesso. L’esperienza di confrontarsi con avversari fisicamente più imponenti le ha forgiato un carattere combattivo e una capacità di leggere il gioco che oggi la distinguono anche in campo internazionale. Il passaggio successivo l’ha portata oltre confine, nel campionato elvetico: prima con l’Hockey Club Lugano nel circuito giovanile under 17 maschile, dove ha collezionato 23 presenze nella stagione 2024-25, poi con l’Ambrì-Piotta nella lega femminile svizzera, contribuendo al terzo posto in coppa nazionale della formazione ticinese.
Il salto definitivo è arrivato nell’estate 2025, quando la Penn State University l’ha reclutata per il proprio programma femminile nel campionato universitario statunitense Ncaa, il livello più alto dell’hockey collegiale a stelle e strisce. L’impatto con il mondo americano è stato immediato: la Fantin ha vinto il riconoscimento di matricola del mese della Atlantic Hockey America nei mesi di settembre e ottobre 2025, mentre ai Mondiali 2025 di Prima divisione Gruppo B aveva chiuso come migliore marcatrice del torneo con dieci punti in cinque partite, trascinando l’Italia alla promozione in Prima divisione Gruppo A.
Uno sport di nicchia che sogna in grande
L’hockey su ghiaccio resta in Italia uno sport di nicchia, praticato quasi esclusivamente nelle province alpine e prealpine. Il campionato maschile di vertice, la Alps Hockey League, coinvolge sette squadre italiane che competono in un torneo transfrontaliero insieme a formazioni austriache, slovene e croate, ma le due realtà più competitive, l’HC Bolzano e l’HC Val Pusteria, militano addirittura nella Ice Hockey League, la lega internazionale di livello superiore. La nazionale maschile, guidata dal finlandese Jukka Jalonen, occupa il diciottesimo posto nel ranking della International ice hockey federation (Iihf), l’organismo che governa l’hockey a livello mondiale, e gareggia nei Mondiali di Prima divisione Gruppo A, la seconda serie iridata. Il movimento femminile sconta difficoltà ancora maggiori: la Italian Hockey League Women, il campionato di vertice gestito dalla Federazione italiana sport del ghiaccio (Fisg), conta poche squadre concentrate tra Alto Adige, Trentino e Veneto. Le prime forme di organizzazione femminile risalgono alla metà degli anni Ottanta proprio in Lombardia, in particolare a Como, e nel bellunese, ma il primo campionato ufficiale sotto l’egida federale arrivò solo nel 1990.
È in questo contesto che la Fisg ha investito sulla costruzione di una nazionale competitiva in vista delle Olimpiadi casalinghe. La squadra guidata dal tecnico canadese Eric Bouchard ha adottato un modello ibrido che affianca talenti cresciuti nei vivai italiani, come Fantin, a giocatrici nate in Nord America da famiglie di origine italiana. È il caso di Laura Fortino, difensore trentaquattrenne che a Sochi 2014 vinse l’oro olimpico con il Canada e che dal 2018 ha scelto di vestire la maglia azzurra sfruttando il diritto al doppio passaporto. In squadra c’è anche Kayla Tutino, attaccante nata a Montréal da madre italiana che ha aperto le marcature nella vittoria per 4-1 contro la Francia, mercoledì 5 febbraio, prima affermazione olimpica nella storia dell’hockey femminile italiano.
Sia la nazionale maschile sia la femminile mancavano dai Giochi olimpici da Torino 2006, quando l’Italia aveva partecipato in qualità di paese ospitante: gli uomini chiusero all’undicesimo posto, le donne all’ottavo e ultimo con tre sconfitte e un solo gol segnato. Il cammino di avvicinamento a Milano-Cortina 2026 aveva già dato segnali positivi: ad aprile 2025 la nazionale femminile vinse i Mondiali di Prima divisione Gruppo B a Dumfries, in Scozia, con cinque vittorie su cinque partite e trentuno reti segnate a fronte di zero subite, conquistando la promozione nel Gruppo A. Proprio Fantin fu premiata come migliore attaccante del torneo. Ai Giochi invernali in corso, l’Italia è stata inserita nel Gruppo B insieme a Svezia, Germania, Giappone e Francia, raccogliendo finora due successi nelle prime tre partite. La squadra è ora attesa dall’ultima gara del girone contro la Germania, decisiva per determinare l’avversaria dei quarti di finale, dove potrebbe incrociare una delle principali potenze mondiali, Canada o Stati Uniti.






