Lo sport come cura, unione e soprattutto inclusione: è questo il filo conduttore degli Inclusive Winter Games, kermesse sportiva, sociale e inclusiva organizzata dall’associazione La Nostra Famiglia in occasione delle Olimpiadi e Paralimpiadi Milano-Cortina 2026, che dà inizio così alle celebrazioni per i suoi ottant’anni di attività. Alla cerimonia di inaugurazione, oggi nella sede di Bosisio Parini, il ministro per le Disabilità, la comasca Alessandra Locatelli.
Emozionata per il traguardo raggiunto anche la presidente de La Nostra Famiglia, Luisa Minoli. Per l’assessore regionale all’Università, Ricerca e Innovazione, Alessandro Fermi, è “un’iniziativa importantissima che potrà essere un modello” per altri percorsi che fanno dello sport, della cura, della relazione e dell’inclusione un cavallo di battaglia. Molti i volti istituzionali presenti, dall’onorevole Michela Vittoria Brambilla al sottosegretario regionale Mauro Piazza, ma anche il prefetto di Como, Corrado Conforto Galli, e il collega lecchese, Paolo Giuseppe Alfredo Ponta. Tra i presenti anche tanti campioni, uno fra tutti: Javier Zanetti. Con lui anche un’ex compagno di squadra: Ivan Ramiro Cordoba.
Inaugurati gli Inclusive Winter Games con il ministro Locatelli, l’assessore Fermi e grandi nomi dello sport
Per l’occasione, 40 bambini con disabilità e 40 atleti guida (studenti del liceo Porta di Erba e dell’istituto Bachelet di Oggiono) si cimenteranno in diversi sport sulla neve. L’appuntamento ora è ai Piani di Bobbio. Si comincia oggi, da Bosisio Parini, e si continuerà fino a mercoledì. Sarà un’esperienza preziosa, che allo sport unisce l’importanza dello stare insieme. Un’esperienza a cielo aperto, che valorizza i principi olimpici, ma che sottolinea anche l’importanza del dialogo e dell’incontro.
Un evento fondamentale, che dimostra quanto lo sport possa essere mezzo di inclusione e relazione. “Per le prossime Olimpiadi – è la riflessione del ministro Locatelli – mi piacerebbe vedere una cerimonia in cui tutti gli atleti sfilano insieme, senza alcuna distinzione. È un evento che ci rappresenta tutti allo stesso modo. Tutti con la stessa dignità e visibilità”, è l’auspicio del ministro comasco. “Lo sport – sottolinea ancora Locatelli – non è soltanto competizione. È relazione, salute e benessere, oltre a migliorare la qualità della vita. Dà maggiore autonomia e indipendenza: non è solo disciplina, è stare insieme e credere in sé stessi. È la dimostrazione – conclude il ministro – che da soli non si va da nessuna parte”.
Un’iniziativa preziosa, a dimostrazione che nessuna montagna è troppo alta da scalare e nessuna discesa troppo difficile da percorrere: basta crederci, stare insieme e ricordare il valore e la dignità di ciascuno.






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