L’Anac come la Bibbia, mentre chi attribuisce responsabilità al sindaco avrebbe problemi di analfabetismo. È netto, anche questa volta, il primo cittadino comasco. Il riferimento è all’Anac che ha bocciato il progetto di rifacimento del campo sportivo di via Longoni, la nuova casa del Rugby Como. Le contestazioni dell’Anac sono relative all’affidamento del progetto. A chiedere delucidazioni all’amministrazione è stato il consigliere comunale di Svolta Civica, Vittorio Nessi, che domanda quale sia la situazione dopo l’intervento di Anac e quali siano, ora, le intenzioni di Palazzo Cernezzi.
L’interrogazione di Nessi e la replica del sindaco: il futuro del campo del Rugby Como approda in consiglio comunale
“Per quanto mi riguarda l’Autorità Nazionale Anticorruzione è la Bibbia. Chi intravede delle responsabilità nei confronti del sindaco ha problemi di analfabetismo. Per chi dovesse essere un po’ più a digiuno iniziamo a discutere di cos’è un affidamento. È una cosa che non fa il sindaco e sulla quale il sindaco non può intervenire, perché la legge ha pensato bene di non consentire questa cosa a un sindaco. E mi viene da dire purtroppo e anche peccato”. A dirlo è il sindaco di Como, Alessandro Rapinese. Comincia così la sua risposta all’interrogazione del consigliere Nessi, il cui obiettivo era capire se ci fossero le condizioni per proseguire con l’attuale affidatario o se sia necessario cambiare strategia per evitare eventuali ostacoli legali e tutelare l’investimento.
Il progetto, lo ricordiamo, è stato avviato dal Comune con la formula del partenariato pubblico privato e i lavori sono già stati avviati. Per l’Anac però “l’affidamento deve ritenersi illegittimo”. L’autorità che vigila sulla regolarità dei contratti pubblici, in particolare, ha ricevuto “una segnalazione su presunte irregolarità e ha avviato il procedimento di vigilanza”.
“Venero l’Anac e sono contento sia stata istituita”, aggiunge in consiglio comunale il primo cittadino comasco che si appella agli articoli 50 e 54 del Testo unico degli enti locali e rivolgendosi al consigliere Nessi non usa mezzi termini: “L’ha già spiegato venti volte, o io non ho inteso il significato di quei due articoli o non l’ha intenso lui. Non c’è una via mediana”. Massima fiducia anche nei suoi dirigenti, ribadisce Rapinese. Insomma, la sua posizione è chiara: l’affidamento dell’appalto non lo fa il sindaco, che nemmeno può intervenire perché la legge non lo consentirebbe.
A stretto giro la replica del consigliere Nessi: “La risposta prevedibile del sindaco è stata deludente e inesistente. Questa situazione è identica a quello che è capitato durante l’amministrazione Lucini. Anche in quel caso bisognava fare una gara, che non è stata fatta, e l’ex sindaco Lucini è stato sottoposto a procedimento penale per turbativa d’asta e per falso ideologico”, aggiunge l’esponente di Svolta Civica, riferendosi all’affidamento di alcuni interventi legati al cantiere delle paratie. “Il sindaco Rapinese non ci ha dato alcuna risposta – ribadisce Nessi – A questo punto – conclude – non ci resta che rivolgerci al segretario generale”.
Ieri sera in consiglio comunale, però, nessuna certezza e resta da capire, quindi, quale sarà il futuro del campo da rubgy.





