Fischietti al collo, magliette, cartonati e uno striscione che parla chiaro, tra due alberi, appena fuori da Palazzo Cernezzi: “Rapinese, non puoi fare il bomber senza una squadra”. Si è tenuto questa mattina lo sciopero dei dipendenti comunali.
Sciopero dei dipendenti comunali, l’appello di lavoratori e sindacati contro il primo cittadino comasco
Una maglietta con la scritta 179K: il riferimento è alla revoca di 179mila euro di bonus produttività da dividere tra i dipendenti dopo il mancato accordo con il sindaco. Il muro contro muro è partito sul finire dello scorso anno e – dopo tavoli di confronto con i sindacati e un tentativo di conciliazione (fallito) davanti al prefetto – si è arrivati all’agitazione di oggi. Tra i motivi dello sciopero, sostenuto anche da Forza Italia, “decisioni prese in modo unilaterale dall’amministrazione”, modifiche continue all’assetto organizzativo fino al muro sui premi ai dipendenti. Mentre i sindacati parlano di mancata contrattazione, il primo cittadino comasco respinge le accuse spiegando che la suddivisione delle risorse a suo giudizio doveva valorizzare le posizioni di elevata responsabilità. Alla fine lo scontro ha lasciato vuote le tasche di tutto il personale.
L’appello di lavoratori e sindacati è chiaro: “Basta decisioni calate dall’alto, basta ricatti e ritorsioni, serve aprirsi al dialogo e ripristinare le risorse revocate“. Chiedono rispetto della loro dignità e maggiore correttezza, perché – dicono – “le parole hanno un peso”. Così rispondono alle dichiarazioni del sindaco, che diceva: “Potete scioperare tutto l’anno che tanto non cambia nulla”.






