Pedaggio sulla Milano-Meda, il Pd lombardo non si arrende e torna alla carica con una nuova petizione. Dopo aver depositato 10 mila firme, i consiglieri regionali Angelo Orsenigo e Gigi Ponti lanciano un’altra petizione per chiedere alla giunta lombarda di ritirare il pedaggio previsto sulla tratta B2 della Pedemontana, che insiste sulla Milano-Meda.
“Purtroppo – dichiarano i consiglieri dem – le firme raccolte non sono bastate per ottenere un confronto con il presidente Fontana, rimasto insensibile alle richieste e alle preoccupazioni delle comunità comasche e brianzole. Con questo pedaggio si vuole far cassa a danno di pendolari, imprese e cittadini, imponendo di fatto una vera e propria tassa occulta”.
Neanche i due ordini del giorno approvati all’unanimità dai consigli provinciali di Monza e Brianza e di Como hanno portato a risposte concrete.
“Il pedaggiamento della tratta B2 – dichiara Ponti – avrà ricadute pesanti sui comuni attraversati. Molti automobilisti cercheranno strade alternative per evitare il pedaggio, riversando traffico su viabilità locali già congestionate. Temiamo impatti anche sulla statale 36, che rischia un ulteriore sovraccarico.”
“Se questa decisione non verrà ritirata, chi usa quotidianamente la Milano-Meda dovrà sostenere un costo superiore ai mille euro l’anno. – aggiunge Orsenigo – Chiediamo alla Regione di aprire subito un confronto con CAL Spa, Pedemontana, ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e ministero dell’Economia, per individuare delle soluzioni”.
I consiglieri si appellano infine all’assessore regionale Claudia Maria Terzi affinché convochi al più presto il Tavolo sulla tratta B2 per discutere delle problematiche legate alla cantierizzazione dell’opera e chiedere il rafforzamento delle opere di mitigazione.






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