I gruppi sui social che ormai da domenica scorsa annunciano una protesta violenta e distruzioni a Como e quelli creati al contrario per organizzare la “difesa” della città. Resta altissima la tensione in vista di una giornata, quella di sabato 24 ottobre, che si annuncia comunque difficile per il capoluogo lariano. La polizia intanto ha già convocato in questura tre minorenni ritenuti tra gli autori dei messaggi inneggianti alla violenza nel gruppo “24.10 Como”, tutti indagati per istigazione a delinquere. “Siamo in contatto costante con prefettura e questura e con loro ci muoviamo come un sol uomo”, sottolinea il sindaco Alessandro Rapinese.
I tre minorenni, 16 e 17 anni, sono uno residente a Como e due in comuni della provincia. Due, dalle prime informazioni sarebbero italiani di seconda generazione e un terzo invece di famiglia italiana. Convocati ieri in questura, devono rispondere di istigazione a delinquere e la loro posizione è stata segnalata alla procura per i minorenni di Milano.
Dopo questi primi provvedimenti, proseguono le indagini degli agenti della questura di Como per identificare altri componenti del gruppo, a partire dall’ideatore della chat, che avrebbe usato una scheda telefonica estera per rendere più difficile la sua identificazione. Di pari passo, procedono anche gli accertamenti su gruppi di natura opposta, nati per rispondere a queste minacce organizzando una sorta di difesa della città. Coinvolti sembra anche alcuni ultras lariani, anche perché proprio i tifosi sono stati indicati tra i bersagli nella stessa chat “24.10 Como”. Sabato pomeriggio alle 15, l’orario ipotizzato anche per la possibile protesta violenta, al Sinigaglia è in programma la sfida tra Como e Sassuolo, con le misure di sicurezza già previste abitualmente per la partite casalinghe di campionato.
Al vaglio degli inquirenti infine anche i messaggi di lunedì scorso che facevano riferimento a possibili stupri di massa delle studentesse a Como. Minacce infondate, che hanno comunque generato una psicosi tale da spingere le famiglie, soprattutto a tenere le figlie a casa da scuola ieri oppure ad accompagnare le ragazze fin sulla porta degli istituti. Oggi, la situazione è tornata alla normalità ma per la diffusione dei messaggi la polizia valuta l’ipotesi di far scattare denunce per procurato allarme.
Per la città di Como sabato si annuncia comunque come una giornata complessa. “Spiace che in questi giorni notizie false e infondate stiano complicando e rovinando anche la qualità della vita dei cittadini comaschi. Specialmente la qualità di vita dei più giovani – sottolinea il sindaco Rapinese -. Circa le millantate devastazioni e i millantati stupri di massa siamo in contatto costante con prefettura e questura e con loro ci muoviamo come un sol uomo”.


