Bocciata in Consiglio regionale la proposta del Partito democratico sul futuro pedaggio della Milano-Meda. La superstrada, per ora gratuita, diventerà infatti a pagamento una volta completata la Pedemontana. Proprio per questo il Pd voleva un impegno della Regione a difesa di pendolari, residenti e imprese. Il voto, arrivato nelle scorse ore, ha sollevato le critiche dei consiglieri regionali dem Angelo Orsenigo, comasco, e Gigi Ponti. Poco prima, infatti, la stessa maggioranza di centrodestra ha approvato un documento della Lega, firmato dal capogruppo Alessandro Corbetta, che chiede alla Giunta di verificare se il pedaggio si può ridurre e se si può cancellare del tutto per pendolari e residenti. Per il Pd, dunque, il centrodestra si contraddice, perché riconosce il problema ma respinge chi propone di affrontarlo.
«Se il pedaggio è una scelta giusta, perché si arriva a ipotizzare l’azzeramento per migliaia di utenti?» domandano Orsenigo e Ponti, che ricordano anche le decine di migliaia di firme raccolte negli ultimi mesi tra Como, la Brianza e il nord di Milano. I 2 consiglieri chiedono inoltre da tempo un incontro al presidente della Regione Attilio Fontana. «Finora abbiamo ricevuto soltanto silenzi» spiegano. «Se la Regione è davvero convinta, abbia almeno il coraggio di ascoltare i territori che ne subiranno le conseguenze».
La Milano-Meda è percorsa ogni giorno da tanti comaschi diretti verso Milano. Tra Lentate sul Seveso e Cesano Maderno la nuova Pedemontana prenderà in gran parte il posto della superstrada, e per questo anche il tratto attuale sarà soggetto al pedaggio dell’autostrada. La Regione lo ha già confermato e sta studiando degli sconti. Del resto, la società che gestisce Pedemontana ricorda che i soldi incassati servono a ripagare i prestiti delle banche usati per costruire l’opera. Per Corbetta, invece, una soluzione per pendolari e residenti va trovata prima che la nuova autostrada apra al traffico.


