Regole certe e chiare che valgano per tutti di fronte alla crescita delle Big Tech e dell’intelligenza artificiale. Una richiesta che arriva a gran voce e in modo univoco dal convegno organizzato a Roma, dal titolo: “Articolo 21: il diritto di sapere. Stampa, libri, radio e Tv uniti nel garantire informazione e cultura ai cittadini”, promosso da Confindustria Radio Televisioni, AIE – Associazione Italiana Editori e FIEG – Federazione Italiana Editori Giornali. Per la prima volta – è stato sottolineato – l’intera industria editoriale si è riunita in un’unica iniziativa per riaffermare il proprio ruolo: gli editori producono ogni giorno informazione verificata e cultura, beni pubblici essenziali, assumendosene la responsabilità, e con il loro lavoro sono il presidio dell’Articolo 21 della Costituzione. Stampa, libri, radio e TV generano ricavi complessivi per 13,2 miliardi di euro, impiegano circa 57.000 occupati diretti e oltre 227.000 indiretti.
Sono necessarie, dunque, norme certe. Concetto ribadito dai relatori dell’evento coordinato da Francesco Giorgino, direttore Rai Ufficio Studi che ha messo a fuoco un problema comune agli editori: “chi produce informazione e cultura lo fa con regole, costi e responsabilità precise, mentre le Big Tech e i sistemi di Intelligenza Artificiale generativa operano senza vincoli equivalenti”.
Antonio Marano, presidente di Confindustria Radio Televisioni si è soffermato sul tema della responsabilità editoriale, sulla tutela dell’articolo 21 della Costituzione di fronte al suprematismo tecnologico e sull’offerta radiotelevisiva locale che, da oltre 50 anni, offre ai territori informazione e comunicazione di prossimità, valorizzandoli.


