(ANSA) – CITTÀ DEL VATICANO, 10 OTT – "L’intervista voleva manifestare la presenza e la partecipazione della Santa Sede per quanto avvenuto il 7 ottobre e voleva essere un invito alla pace. Non credo ci sia equivalenza morale tra l’una e l’altra situazione. Dove c’è violenza c’è sempre da condannare. Si voleva esprimere il desiderio di mettere fine a questa violenza e di avviare un percorso di riconciliazione". Lo dice il segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, tornando sulla sua intervista sul 7 Ottobre e Gaza aspramente criticata da Israele. "Ora – aggiunge – si tratta di realizzare l’accordo, la parte più difficile perché il diavolo sta nei dettagli". Il Segretario di Stato, a margine di un convegno sulla Cina all’Urbaniana, esprime "soddisfazione generale" per l’accordo raggiunto tra Israele e Hamas sotto l’egida del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. "Un passo in avanti nella soluzione del conflitto – sottolinea -. Anche noi ci uniamo alla soddisfazione e ci auguriamo che questo sia il primo passo per un cammino verso la pace duratura e definitiva". "Ora – ha aggiunto – si tratta di realizzare l’accordo e credo sia la parte più difficile perché come si dice il diavolo sta nei dettagli e quindi ci sono punti che chiedono di essere implementati e probabilmente sui quali non c’è perfetta coincidenza tra le parti. Adesso ci vuole la buona volontà. Speriamo si possa proseguire in questo senso". (ANSA)
Parolin, ‘critiche Israele? Il mio un contributo per pace’




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