Nuovo Sinigaglia di Como, a Etg+ Sindaco il primo cittadino Alessandro Rapinese fa il punto sul futuro dell’impianto vista lago e traccia i prossimi step dopo la conferenza dei servizi, quando gli enti coinvolti hanno espresso il loro parere.
Nuovo stadio Sinigaglia, il sindaco Rapinese chiarisce i prossimi step ma nessun ascolto al comitato cittadino
Dopo il via libera del Comune, lo ricordiamo, spetta alla società Como 1907 depositare il piano economico- finanziario. “Appena la società lo depositerà, e le tempistiche sono brevi – fa sapere Rapinese – i tecnici lo valuteranno e verificheranno che rispetti tutte le indicazioni della conferenza dei servizi. Quando i tecnici danno l’ok, gli uffici preparano la delibera per mandarla in consiglio comunale e dare la pubblica utilità”. “Da quel momento – aggiunge – ciao a tutti: progetto esecutivo, la politica ha finito e lo stadio arriva. Io non vedo l’ora di quel momento”.
Nessuna apertura verso i cittadini, che più volte hanno chiesto di poter visionare il progetto e avere un rapporto più diretto con l’amministrazione, affinché siano finalmente coinvolti nel percorso e possano esprimere le loro perplessità. Chiara (e netta) la posizione del sindaco Rapinese. “La mia risposta è molto semplice ed è no. Chi ha la responsabilità di decidere sono io. L’ho detto in campagna elettorale e ho perso molti voti perché ho sempre detto che lo stadio lo voglio lì. E si farà lì. Non ho mai lasciato equivoci. Tutto lo scotto negativo l’ho già pagato e molti concittadini hanno scelto di non votarmi. Comitati, grazie di esistere, ma non mi sposto di un millimetro. Appena mi arriva il piano, lo approvo e viva lo stadio”.
“Anche sulla Corridoni ho già deciso”, conclude Rapinese. Insomma, nessun margine di trattativa neppure sulla primaria di via Sinigaglia, a due passi dallo stadio e che – nelle intenzioni dell’amministrazione comunale – è destinata a diventare un autosilo. A servizio della cittadinanza, ma anche – e soprattutto – di chi frequenta lo stadio, che sia per le partite, per i ristoranti o per gli altri servizi che offrirà. Contrarie le famiglie, che approvano il nuovo stadio lì dov’è sempre stato, purché il progetto sia visionato, il percorso trasparente e, naturalmente, a patto che la scuola venga tutelata.





