1400 firme raccolte in poche settimane e un appello alla città: “Non possiamo cancellare una storia lunga oltre un secolo”. Le famiglie dei bambini che frequentano il nido e la scuola dell’infanzia di via Rezia a Como, zona San Bartolomeo, struttura privata che vanta una storia lunga 150 anni, non si arrendono. Il polo educativo cattolico per l’infanzia 0 – 6, gestito dalla Congregazione delle Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli, con la fine dell’anno scolastico è destinato alla chiusura. La decisione, trapelata dopo le vacanze di Natale, ha poi trovato conferma nei primi giorni di gennaio ed è dettata da motivi economici, da un mancato ricambio generazionale tra le suore e da una progressiva riduzione degli iscritti negli anni: ad oggi tra nido e infanzia si contano una sessantina di bambini. Il tema della denatalità tocca, dunque, tanto il pubblico quanto il privato.
I genitori però non vogliono arrendersi e stanno rilanciando idee e progetti per garantire un futuro alla struttura. “Ci siamo offerti di pagare un supplemento sulla retta mensile, arrivando quasi a raddoppiarla” spiega Camilla Rusconi, mamma e commerciante del quartiere che non si rassegna alla chiusura.
Una sottoscrizione che ha superato ben presto i confini della scuola che e sostenuta da tanti residenti del quartiere e della città e moltissimi ex alunni.
“Abbiamo raccolto le firme e abbiamo chiesto ai vertici della Congregazione a Roma con una lettera ufficiale almeno un po’ di tempo per provare a salvare la scuola – aggiunge la mamma a nome delle famiglie – ma al momento la nostra richiesta non è stata accolta e non abbiamo avuto risposte. Non ci rassegniamo alla chiusura di quello che è un punto di riferimento per il quartiere e per la città. Chiediamo soltanto un po’ di tempo e la possibilità di mettere in pratica i nostri progetti per tentare di ripianare i conti”.
Quindi l’appello alla città intera a partire dalle istituzioni: “Una scuola che chiude è sempre una brutta notizia, sappiamo che è una struttura privata ma chiunque possa in qualche modo darci una mano o offrire delle prospettive, noi siamo qui”.





