Migranti Bari, ‘100 sfrattati dal Cara, senza cibo e per strada’

'Ottenuta protezione internazionale manca seconda accoglienza'

(ANSA) – BARI, 02 MAG – "Dal 27 gennaio 2025 a oggi, il Cara ha sfrattato più di 100 persone che da pochi giorni avevano ricevuto la protezione internazionale, senza alcuna sistemazione alternativa. Non avendo accesso al Sai (seconda accoglienza post-protezione internazionale), ci ritroviamo senza alloggio né cibo, spesso per strada, e senza documenti d’identità reali se non un foglio A4 che attesta lo status". E’ quanto scrivono i migranti del Cara di Bari e quanti di loro hanno già ottenuto protezione internazionale, in una lettera diffusa da Sportello sindacale Fuorimercato Bari. I migranti ricordano che dopo le "pressioni sulla prefettura" successive alla morte di "quattro migranti in cinque mesi nel Centro richiedenti asilo", e dopo le proteste per le condizioni "invivibili del Centro", la "Commissione ha accelerato le procedure" ma "una volta ottenuta la protezione internazionale i beneficiari hanno solo cinque giorni per lasciare il Cara". E "con la protezione internazionale si vive per strada – denunciano -. Questo perché i canali Sai, gestiti dai Comuni, sono insufficienti e non si ha modo di completare la procedura per ottenere i documenti; in questura le informazioni sono fumose e incomprensibili". "Con la protezione internazionale, senza una residenza ufficiale riconosciuta dall’autorità locale, ossia dai Comuni – sottolineano – è impossibile compiere qualsiasi passo amministrativo: richiedere la carta d’identità, aprire un conto bancario. E senza un documento d’identità è estremamente difficile accedere alla formazione o trovare un lavoro sicuro e legale". I migranti chiedono ancora una volta di "porre fine alle condizioni insalubri e invivibili del centro, tra cui l’acqua gelata per tutto l’inverno e i container sovraffollati: ci sono fino a 10 persone stipate; bagni e docce che si allagano; scarafaggi, ratti e cimici". Inoltre chiedono "un’audizione da parte della Commissione per l’asilo entro un massimo di sei mesi; e sostegno alle persone che hanno ricevuto una risposta negativa dalla Commissione: ad esempio – evidenziano – il Cara non si assume più la responsabilità della rappresentanza legale per coloro che desiderano fare ricorso". Infine, chiedono "accesso ai documenti d’identità e al rilevamento delle impronte digitali per tutti, anche per coloro che sono stati allontanati dal Cara senza poter completare queste procedure amministrative". (ANSA).

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