Nuova stretta sui migranti. Via libera del Consiglio dei Ministri al disegno di legge sull’ Immigrazione. 17 articoli in tutto in cui si introducono nuove misure e disposizioni tra cui la possibilità di limitare l’accesso via mare, sanzioni inasprite e criteri più stringenti per l’espulsione.Il Comasco – territorio di confine – si è trovato e si trova spesso al centro delle cronache. Nell’estate del 2016 le immagini della stazione San Giovanni avevano fatto il giro d’Italia con centinaia di profughi respinti dalla Svizzera e la città che aveva dovuto affrontare una crisi umanitaria con conseguenze sul fronte sanitario e dell’accoglienza.
Per rimanere su tempi recenti di settimana in settimana sono numerosi i rimpatri organizzati dalla questura per stranieri irregolari o potenzialmente pericolosi. Con il nuovo ddl aumentano i controlli alle frontiere mentre tra i provvedimenti considerati centrali c’è il cosiddetto “blocco navale” e “cioè la possibilità in caso di minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale come il rischio di terrorismo ma anche una pressione migratoria eccezionale di impedire l’attraversamento delle acque territoriali italiane e di condurre i migranti che sono a bordo di quelle imbarcazione sottoposte all’interdizione anche in paesi terzi. Una opzione che è compatibile con le nuove regole europee che tra l’altro l’Italia ha contribuito a definire” come ha spiegato la premier Giorgia Meloni.
A questo si sommano requisiti più severi per ottenere la protezione speciale, l’ampliamento dei reati per cui il giudice può decidere l’espulsione ma anche – come sottolinea il ministro comasco Alessandra Locatelli, Lega – “Più accordi con i Paesi terzi per il trasferimento nei centri di trattenimento e procedure nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio disciplinate da norma primaria”. “Difendere i confini del nostro Paese e tutelare i cittadini è un dovere e il governo continua a lavorare in questa direzione” ha concluso Locatelli.
Mentre il governo rivendica il lavoro fatto, sostiene che “è doveroso difendere i confini” e si appella alle altre forze politiche in Parlamento, arrivano le critiche delle opposizioni. Dalle fila del PD interviene la comasca Chiara Braga, capogruppo alla Camera. “Il disegno di legge sull’immigrazione mostra il volto cattivo della destra proprio nei giorni in cui un migliaio di persone sono morte tentando di attraversare il Mediterraneo durante un uragano – ha spiegato -. Si evocano misure da propaganda come il blocco navale senza accordi con i paesi, mai stipulati in questi anni in cui hanno governato. Per lo più – aggiunge la deputata dem – si tratta di misure inapplicabili e in evidente contrasto con il diritto internazionale e la Carta dei diritti dell’uomo. In realtà – conclude Braga – si vuole cavalcare il tema considerandolo solo una questione di sicurezza e di allarme sociale e non si fa altro, non si gestisce un’immigrazione regolata e regolare. Anche il decreto flussi è fallito non riuscendo a coprire neanche le richieste degli imprenditori”.






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