Nel 2025 raggiunti dall’Unicef 15mila bambini e giovani migranti in Italia

Emerge dal Rapporto annuale dell'Ufficio per l'Europa e l'Asia Centrale

(ANSA) – ROMA, 10 MAR – L’Unicef lo scorso anno ha raggiunto oltre 15 mila bambine, bambini, adolescenti e giovani migranti e rifugiati con il programma in Italia,in particolare con interventi di protezione, comprese azioni di supporto alla salute mentale e prevenzione e risposta alla violenza di genere. Tremila minorenni, donne e nuclei familiari hanno ricevuto supporto individuale per la presa in carico delle vulnerabilità da parte dei servizi territoriali e 1.400 minorenni in condizioni di svantaggio, inclusi migranti e rifugiati, hanno avuto accesso a programmi di sviluppo delle competenze linguistiche, digitali e trasversali. E’ quanto emerge dal Rapporto annuale del 2025 dell’ufficio Unicef per l’Europa e l’Asia Centrale. Nel 2025 – ricorda l’Unicef – sono state oltre 66 mila le persone migranti e rifugiate arrivate in Italia attraverso la rotta del Mediterraneo centrale, 2 su 10 erano bambine, bambini e adolescenti, tra cui circa 12.000 persone minorenni non accompagnate (Msna), un numero in aumento rispetto la quota di minorenni arrivati l’anno precedente. La rotta migratoria del Mediterraneo Centrale si attesta ancora tra le più pericolose: nel 2025 sono state circa 1.300 le persone morte o disperse nel Mediterraneo centrale tra cui molte persone di minore età. Secondo i dati del nuovo Rapporto Annuale 2025, ci sono anche i risultati ottenuti dall’Unicef attraverso il supporto delle piattaforme digitali: nel 2025 sono stati più di 1.100 minorenni non accompagnati e giovani migranti e rifugiati che si sono iscritti alla piattaforma U-Report On The Move che ha così raggiunto i 19.600 iscritti complessivi. Mentre sono state 79.000 le persone raggiunte con messaggi di tecnologia digitale che riguardano la prevenzione alla salute e l’accesso ai servizi di accoglienza. "Le storie che ascoltiamo ogni giorno ci ricordano che un intervento mirato – afferma Nicola Dell’Arciprete, coordinatore del programma in Italia dell’ufficio Unicef per l’Europa e l’Asia Centrale – può cambiare un percorso di vita. È importante continuare a lavorare per rafforzare il sistema di protezione e inclusione, consolidare modelli efficaci e trasformare esperienze concrete in soluzioni strutturali, affinché ogni minorenne possa crescere in un ambiente che lo protegga e lo valorizzi". (ANSA).

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