(ANSA) – ANCONA, 16 MAR – A Gaza molte famiglie vivono in alloggi di fortuna, spesso in tende improvvisate, dove anche la preparazione di un pasto può diventare un rischio per la salute. Inoltre, le bombole di gas sono molto costose e l’uso della legna può essere nocivo se usato all’interno delle tende. Partendo da questa consapevolezza, il professore Giovanni Di Nicola, docente di fisica tecnica al Dipartimento di ingegneria industriale e scienze matematiche dell’Università Politecnica delle Marche (Univpm), ha deciso di spedire a Gaza cinque forni solari: uno strumento progettato per cucinare sfruttando l’energia del sole grazie a superfici riflettenti e materiali isolanti che concentrano la radiazione solare e la trasformano in calore necessario per cuocere. I forni, insieme ad altri aiuti umanitari, verranno imbarcati nella barca a vela della Global Sumud Flotilla che salperà da Ancona domenica 22 marzo verso Augusta, nel Catanese, per ricongiungersi alla spedizione che sarà diretta verso la Palestina. "Li abbiamo già inviati e usati in Etiopia e Tanzania e sono parte integrante del programma didattico di un master in logistica umanitaria organizzato dalla professoressa dell’Univpm Claudia Paciarotti. – ha affermato Di Nicola – Da noi hanno un uso più limitato, ma in contesti di emergenza possono essere molto utili e io sono contento che la ricerca possa essere orientata a fin di bene". I forni solari possono essere di varie dimensioni, ma il docente ha scelto di inviare il modello in legno "Kimono", ideato dall’ingegnere Matteo Muccioli. Leggero e facilmente trasportabile, il "Kimono" è un forno solare "a pannello", pieghevole: una caratteristica che lo rende facilmente montabile, trasportabile e adattabile in contesti di emergenza. (ANSA).
Forni solari per Gaza con la Flotilla, ‘aiuto per chi vive in emergenza’




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