(ANSA) – MILANO, 20 MAR – "I processi si dovrebbero fare nelle aule, non violando il segreto istruttorio. Detto questo, i dati tecnici (gps e analisi dati telefonici) smentiscono la ricostruzione data alla stampa, che peraltro dimostrerebbero che l’indagato non era al telefono al momento dell’impatto". Così l’avvocato Mirko Mazzali, uno dei legali del tranviere che era alla guida del tram deragliato il 27 febbraio a Milano, commenta le indiscrezioni sui tempi di una telefonata quel pomeriggio tra l’autista e un suo collega. (ANSA).
Tram deragliato, difesa conducente ‘non era al telefono in quel momento’




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