Una delusione pesante, che difficilmente si potrà smaltire.
Per la terza volta consecutiva l’Italia non parteciperà ai Mondiali di calcio.
Uno shock per i tifosi azzurri e anche per gli appassionati degli altri Paesi, che in America non vedranno una delle formazioni più titolate lottare per il Mondiale.
Tutti, a partire dal ministro per lo Sport Andrea Abodi, chiedono che il calcio venga cambiato completamente, partendo dalle fondamenta.
In attesa che qualcosa cambi ai vertici, bisogna ripartire dalla base. E il nuovo corso del calcio italiano potrebbe riguardare anche il campione del mondo comasco Gianluca Zambrotta. A lui, al direttore tecnico Maurizio Viscidi e a Simone Perrotta, la Figc ha affidato un programma, presentato pochi giorni fa, con la riforma del calcio di base, puntando su gioco, formazione e talento. L’obiettivo dichiarato è armonizzare al meglio il programma di rilancio dei vivai e rispondere alla crescente domanda di valorizzazione delle attitudini dei giovani nel calcio italiano.
Questo è il futuro, ma c’è anche un presente che incombe.
Con la Nazionale uscita da un mondiale a cui partecipano ben 48 squadre, l’analisi si sofferma sulla qualità del calcio italiano e sulla valorizzazione dei suoi giocatori. Percorso non semplice in un contesto in cui c’è una larga prevalenza di giocatori stranieri. Discorso che vale per tutte le squadre – soprattutto quelle di vertice – e anche e soprattutto per il Como, che in questa stagione, a livello di minutaggio, ha schierato per una ventina di minuti complessivi il solo Goldaniga. Poi solo atleti provenienti dall’estero. Un dato di fatto, che in queste ore è stato sottolineato da molti osservatori e addetti ai lavori.
Ma, per tutti, l’appuntamento sarà tra qualche anno per fare una valutazione complessiva slegata dalla contingenza di questo periodo nero della nostra Nazionale e del calcio tricolore. Se è vero che il Como 2025-2026 è molto esterofilo a livello di prima squadra, allo stesso tempo nel vivaio stanno crescendo una serie di italiani che fanno parte del giro delle nostre Nazionali giovanili e che si stanno preparando secondo i dettami di Cesc Fabregas per un utilizzo nella serie A del futuro. Senza dimenticare elementi in prestito che saranno valutati più avanti per un eventuale rientro. Un nome su tutti, Fabio Rispoli, tra i migliori centrocampisti della serie B, ora al Catanzaro, giocatore molto apprezzato dallo stesso Fabregas.
La speranza è che, come accadeva ai tempi del vivaio del grande Mino Favini – forse il più grande talent scout della storia – un giorno lo stesso Como possa essere un fornitore di giocatori per la Nazionale maggiore. Un progetto che a più riprese gli stessi vertici societari hanno definito come prioritario. Ma per forza di cose per vederne l’effettiva realizzazione bisognerà ragionare sul lungo termine.


