Carburante esaurito in numerose stazioni di servizio e stranieri, svizzeri in testa, in fila per fare rifornimento alle pompe comasche, in particolare nelle zone di confine. L’effetto della guerra sui prezzi di benzina e gasolio ha conseguenze sempre più evidenti e ha un impatto significativo sulle abitudini degli automobilisti.
Nelle scorse ore, sono aumentati i cartelli con l’indicazione “esaurito” sulle pompe di benzina e di gasolio del territorio comasco e un numero crescente di stazioni di servizio chiude temporaneamente, in attesa di rifornimenti per poter riprendere l’erogazione di carburante.
“Soprattutto i distributori che hanno i prezzi più bassi in questi giorni hanno esaurito il carburante – spiega la comasca Daniela Maroni, vice presidente nazionale Figisc Confcommercio – Le belle giornate hanno favorito la voglia di spostarsi e le vendite sono state probabilmente un po’ più alte rispetto alle previsioni. Inoltre, i gestori vista la situazione di incertezza e i prezzi alle stelle fanno meno scorta per non trovarsi a pagare fatture insostenibili e per dover magari pagare di tasca propria una eventuale riduzione dei costi”.
C’è poi il capitolo stranieri. “Nella vicina Svizzera non sono stati presi provvedimenti analoghi allo sconto sulle accise applicato in Italia e il prezzo quindi è più alto – dice ancora Maroni – Nelle zone di confine quindi è ormai sempre più frequente vedere auto elvetiche che fanno rifornimento. A questo, nei giorni di Pasqua si sommano anche gli stranieri che, al momento di ripartire dopo un periodo di vacanza fanno rifornimento qui piuttosto che in autostrada o oltreconfine, sempre per un discorso di prezzi”.
Domani, con i rifornimenti la situazione dovrebbe tornare alla normalità. “Sicuramente da domani tutte le stazioni di servizio dovrebbero tornare ad avere carburante – conferma Daniela Maroni – Certamente i problemi restano, soprattutto per la situazione di grande incertezza. Per la nostra categoria non ci sono stati interventi, nonostante le richieste ripetute, a partire dal credito di imposta. I benzinai sono l’ultimo anello e non abbiamo avuto risposte ma restiamo fiduciosi che qualcosa si muova perché la situazione rischia di diventare critica”.


