Ecco perché nonostante la tregua con l’Iran il prezzo di benzina e gasolio continua a salire in Italia

5475 Torna la benzina ma il governo valuta razionamenti. Targhe alterne e smart working tra le ipotesi 1775558361

Una beffa per chi sperava di risparmiare. A poche ore dall’annuncio della tregua tra Stati Uniti e Iran, e nonostante il crollo del petrolio di oltre il 13%, i listini dei carburanti in Italia non solo non scendono ma salgono ancora, a causa del classico effetto “razzo e piuma”. Si tratta di una dinamica economica ben nota ma difficile da accettare per i consumatori: i prezzi alla pompa schizzano verso l’alto con la velocità di un razzo non appena il greggio aumenta, ma scendono con la lentezza di una piuma quando le quotazioni internazionali calano.

I numeri diffusi dal Ministero delle Imprese scattano una fotografia preoccupante: il gasolio ha raggiunto un nuovo massimo storico, toccando i 2,18 euro al litro in modalità self, mentre la benzina si sta pericolosamente avvicinando alla soglia di 1,80 euro. La situazione è ancora più critica per chi viaggia sulle tratte autostradali, dove il diesel ha già superato i 2,19 euro. In questo scenario, la Lombardia si conferma una delle regioni più care d’Italia, un dato che grava pesantemente sui bilanci di pendolari e imprese di trasporto.

L’incognita delle accise e il nodo della logistica

A preoccupare ulteriormente è la scadenza del taglio delle accise fissata per il 1° maggio. Senza un nuovo intervento del governo, il rischio concreto è che il gasolio possa sfondare il muro dei 2,30 euro al litro. Ma perché i prezzi non calano nonostante le buone notizie sul fronte diplomatico? La risposta risiede nella complessità della filiera distributiva, dove i tempi della politica non coincidono quasi mai con quelli del mercato reale.

Daniela Maroni, vicepresidente nazionale della Figisc Confcommercio, invita alla cautela spiegando che la tregua tra le superpotenze non si traduce immediatamente in una maggiore disponibilità di carburante: “Bisogna vedere nel concreto se le navi possono passare, se ci saranno gli approvvigionamenti”. In sostanza, finché non ci sarà la certezza che le rotte marittime siano sicure e operative, i mercati rimarranno in allerta.

Distanze e trasporti: le differenze sul territorio

Oltre alle tensioni internazionali, esistono fattori interni che mantengono i listini elevati. Maroni sottolinea come le differenze di prezzo tra una zona e l’altra dipendano dalla logistica domestica: “Dipende dalla lontananza dal deposito, anche i carburanti viaggiano su gomma”. Questo significa che i costi del trasporto dei carburanti stessi, influenzati a loro volta dai rincari, impediscono un calo uniforme e rapido.

In un clima così instabile, è difficile immaginare quando gli automobilisti potranno finalmente tirare un sospiro di sollievo. Come conclude amaramente la stessa Maroni: “In questo preciso momento per fare previsioni, si dovrebbe avere la sfera di cristallo, che nessuno di noi ha”.