Del Grande per due ore si difende davanti al gip, nega la rapina

Ha invece ammesso il furto d'auto

(ANSA) – VARESE, 10 APR – Ha parlato per poco più di due ore Elia Del Grande, 50 anni, comparso alle 12 di oggi davanti al gip Marcello Buffa nel carcere dei Miogni di Varese dove il 50enne è detenuto da mercoledì scorso; da quando, cioè, i carabinieri della compagnia di Gallarate hanno posto fine alla sua fuga iniziata il giorno di Pasqua, la seconda in sei mesi, dalla casa di lavoro di Alba (Cuneo) dove Del Grande era ristretto. Il 50enne in sede di convalida dell’arresto per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni e del fermo, arrivato alcune ore più tardi, per rapina aggravata si è difeso. "Ha fornito la sua versione dei fatti dichiarandosi estraneo alla rapina ma ammettendo il furto dell’auto", ha spiegato il suo legale, l’avvocato Cristina Bono. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Del Grande ha aggredito la 70enne proprietaria del mezzo mentre puliva la tomba del marito ferendola in modo serio – la donna è stata ricoverata all’ospedale di Circolo di Varese in codice giallo – prendendole le chiavi di una 500 nella zona del cimitero di Lentate, nel Varesotto. Oggi Del Grande, che nel 1998 sterminò la famiglia uccidendo padre, madre e fratello nella loro abitazione di Cadrezzate (Varese), ha detto di aver trovato le chiavi inserite nel quadro della macchina e di averne approfittato e ha aggiunto di non sapere cosa sia accaduto alla 70enne che ha negato di aver aggredito. Il legale ha sottolineato che al cimitero non ci sono telecamere di videosorveglianza e ha riferito di aver trovato il proprio assistito "tumefatto a un occhio. Lamenta inoltre dei dolori alle costole. Vedremo in seguito di indagare l’origine del livido e dei dolori". Su come da Alba abbia raggiunto, ancora una volta, il Varesotto diretto come sempre a Cadrezzate dove è domiciliato e dove è nato e cresciuto, nulla è stato detto perché "semplicemente sono fatti che nulla hanno a che vedere con le misure in convalida". Del Grande ha dato la sua versione dei fatti anche sulla resistenza – ha investito un carabiniere durante una manovra con la 500 nel tentativo di riuscire a scappare – "ridimensionando l’accaduto". Il 50enne non ha fatto alcuna dichiarazione di pentimento. Il pm ha chiesto la misura della custodia cautelare in carcere. Il gip si è riservato. (ANSA).

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